INTERVISTA TC - Scalese: "Il mio saluto a Potenza dopo anni magici"

05.10.2021 22:00 di Sebastian Donzella Twitter:    vedi letture
INTERVISTA TC - Scalese: "Il mio saluto a Potenza dopo anni magici"
© foto di Uff. Stampa Potenza

Da addetto stampa a direttore generale, tra i più giovani d'Italia se non addirittura il più giovane. Con due playoff centrati, uno sfiorato e tante soddisfazioni non solo per il Sud Italia. Dopo tre anni è finita l'avventura di Manuel Scalese con il Potenza. TuttoC.com ha intervistato l'ex dirigente dei lucani.

Come mai questo divorzio?
"Dal termine del ritiro col presidente ci siamo confrontati più volte e abbiamo preferito procedere con questa soluzione. Resta comunque un fortissimo legame di stima e affetto nei suoi confronti, e vi assicuro che non sono parole di fatto".

Tre anni fra playoff e salvezze.
"Sono stati tre anni bellissimi, ho avuto modo di conoscere tanti professionisti diventati sinceri amici, ho avuto l'opportunità di crescere professionalmente e grazie al presidente Caiata ho avuto l'opportunità di diventare direttore generale a 33 anni, tra i più giovani d'Italia. E di esserlo mentre la squadra raggiungeva gli ottavi di finale a Catania e i quarti di finale a Reggio Emilia".

Poi c'è stato il Covid.
"Uno spartiacque. Ha creato tante difficoltà che non hanno reso semplice la scorsa stagione. Bisogna però ricordare che, un anno fa, dopo un inizio negativo, il presidente Caiata è riuscito a rilanciare la squadra, con gli arrivi di mister Gallo e con una rosa rinforzata. Al punto che stava per arrivare anche la terza qualificazione ai playoff.
Vale per il Potenza ma vale anche a livello generale: nonostante le difficoltà, chi investe nel calcio come i presidenti vanno ancora di più ringraziati e stimati per quello che fanno. Una volta superato il Covid si potrà tornare a programmare calcio nel migliore dei modi".

A proposito di Covid, il Potenza dal punto di vista sanitario è riuscito a distinguersi in maniera positiva.
"È stato difficile ma ce l'abbiamo fatta: abbiamo rispettato perfettamente il protocollo, al punto da ricevere i complimenti della Procura federale per aver applicato alla virgola in ogni condizione la normativa. Un compito, quello del rispetto del protocollo, che mi ha coinvolto in prima persona e che, per questo, mi riempie d'orgoglio".

Di solito il direttore generale non segue il mercato. In questo caso non è sempre stato così...
"Mi son tolto la piccola soddisfazione di segnalare e puntare forte su tre giovani come Mattia Compagnon, adesso alla Juventus U23, Andrea Brescia, ora in prestito e titolare in Serie D, e Mattia Sessa che ha esordito tra i professionisti nell'ultima gara contro la Vibonese.

Adesso segue ancora il Potenza?
"Sempre. Grazie al Potenza calcio ho realizzato un piccolo sogno. Da tifoso assistevo alle partite dalla curva, da tifoso, e mi chiedevo sempre cosa si provava a stare in campo quando la curva esplodeva. In questi tre anni ho guardato la curva e ho pensato che prima o poi sarei tornato a cantare con gli amici lì. Le persone passano ma il Potenza resta. Sono inoltre convinto che il Potenza tornerà presto in alto, anche con il rientro degli infortunati, dopo aver pagato un calendario all'inizio molto difficile. Per me può strappare un posto nei playoff".

Quale sarà il suo futuro?
"Ho ricevuto una marea di attestati di stima e fiducia da parte di altre società, presidenti e addetti ai lavori. Questo mi spinge a proseguire e mi riempie di orgoglio. Qualche chiacchierata c'è stata, anche nel mio ambito professionale, dal momento che sono giornalista professionista, ma non solo. Dopo tre anni intensi mi prendo qualche settimana di pausa durante le quali valuterò con attenzione tutte le proposte giunte o che magari giungeranno, sempre con la massima riconoscenza per chi mi ha contattato e magari mi contatterà.

In chiusura, il momento più bello in rossoblù.
"La vittoria con la Triestina conil  gol di Franca che ci ha permesso di arrivare ai quarti di finale dei playoff, facendoci scrivere una delle più grandi pagine di calcio di Potenza. Ricordo ancora il triplice fischio: un'emozione unica, fantastica, una gioia immensa".