INTERVISTA TC - Scalese: “Potenza, anni da sogno. Ecco perché non sono rimasto”

23.07.2022 14:00 di Sebastian Donzella Twitter:    vedi letture
INTERVISTA TC - Scalese: “Potenza, anni da sogno. Ecco perché non sono rimasto”
TMW/TuttoC.com
© foto di Uff. Stampa Potenza

È stato il direttore generale più giovane della Serie C. Adesso, dopo tante annate positive col Potenza, di cui l’ultima chiusa con la salvezza, è pronto per una nuova avventura. Parliamo di Manuel Scalese, intervistato da TuttoC.com.

Annata finita al Potenza. Salvezza raggiunta, poi la cessione a una nuova proprietà. Come reputi la nuova gestione? 
"Al mio rientro da Dg il 24 gennaio la squadra era ultima in classifica. Mi dicevano chi te lo fa fare. Non è stato facile ma non ho mai avuto dubbi sulla salvezza, infondendo entusiasmo e ridando dignità e organizzazione. È servita sia la sciabola che il fioretto per un’autentica impresa. Mister Arleo ha dimostrato con i risultati di non essere inferiori ai big della categoria e mi chiedo il perché sia senza squadra. Con l’avvento del Covid-19 Caiata manifestò in più occasioni la necessità di passare la mano. Conosco Macchia, per aver già lavorato con lui, ma non conosco il resto del management. Le aspettative sono alte in città e mi auguro che possa realizzare soprattutto la parte infrastrutturale del suo progetto, come la realizzazione dello stadio e del centro sportivo".

In questi anni, tra playoff sorprendenti e salvezze all’ultimo respiro, i tifosi non si sono mai annoiati. Quanto dispiace da potentino lasciare Potenza?
"In queste 4 stagioni abbiamo sognato e colto il risultato più alto della storia del club in Lega Pro: quinto e quarto posto in campionato; ottavi e quarti di finale playoff. Poi con il Covid due salvezze dirette con due giornate d’anticipo. Due esaltanti ed emozionanti rimonte. È chiaro che dispiace lasciare i colori della propria squadra e della propria città ma del resto, nel calcio, è quasi fisiologico. Uscire a testa alta tra l’affetto dei miei concittadini, in una piazza affamata di calcio come la nostra, è la gratificazione più grande".

Come mai l’addio ai rossoblu?
"Con il passaggio societario e la chiusura della gestione Caiata ha salutato anche tutto il gruppo dirigenziale. Personalmente la precedente esperienza di lavoro con Macchia ha precluso ogni possibilità di confronto. Il bene del Potenza va oltre quello personale e auguro alla Società il meglio per la nostra squadra. Ringrazio Salvatore Caiata che 4 anni fa mi diede la possibilità di diventare tra i più giovani Dg d’Italia, con importanti oneri e responsabilità".

Cosa ti riserva il futuro? 
"Dopo quattro anni con il Potenza, sono pronto per una nuova esperienza. Per rispetto non parlo delle situazioni in essere ma attendo il giusto progetto che collima con le idee. Il calcio è azienda e mi stimola l’applicazione di tutti i suoi ambiti, oltre al tecnico-sportivo chiaramente. Come amo dire sempre ai ragazzi il calcio non è una scienza esatta… ma neanche approssimazione. La vittoria è la diretta conseguenza dell’unità di intenti e della serenità della spogliatoio. Se si cercano con profonda dedizione, i risultati verranno da sé".

Che campionato di Lega Pro sarà? A cosa potrà ambire il Potenza?
"Nel girone A e B Reggiana e Padova cercheranno di riscattare l’epilogo della passata stagione. Nel C sarà bagarre perché l’assenza di Bari, Palermo e Catania offre una chance importante che Catanzaro e Avellino cercheranno di non farsi sfuggire. Ma occhio alle sorprese e alla riconferme. Sul mercato, al di là dei nomi roboanti, mi complimento con la Virtus per Pierno e con l’Andria per Mercurio, due giovani interessanti come anche Vergara del Napoli passato alla Pro Vercelli. Ci sono tanti ragazzi validi, ma li tengo per me(ride). Ad oggi la soddisfazione più grande è Compagnon pescato dalla Primavera 2 dell’Udinese. Sono orgoglioso del suo percorso e sono convinto che farà grandi cose. Per quanto riguarda il Potenza l’obiettivo dichiarato dalla Società è una salvezza tranquilla. A ritiro iniziato la squadra è chiaramente da completare. Ad oggi è ancora un cantiere aperto ma c’è tutto il tempo per raggiungere i propri obiettivi".