INTERVISTA TC - Trapani, Di Donato: "Ho vissuto situazioni assurde"

08.10.2020 07:30 di Stefano Scarpetti   Vedi letture
Daniele Di Donato
Daniele Di Donato

E' finita ancor prima di cominciare l'esperienza del Trapani in serie C, il club siciliano, retrocesso dalla serie B è stato incapace di risolvere le problematiche di carattere economico, il passaggio a metà settembre all'imprenditore Gianluca Pellino non ha avuto gli esiti sperati. Infatti con il 3-0 - il terzo - a tavolino sul campo del Catanzaro per non essersi presentato il club siciliano è stato escluso dalla Lega Pro. Di questa esperienza per certi versi surreale ne ha parlato ai microfoni di Tuttoc.com Daniele Di Donato, tecnico dei granata seppur per pochi giorni:

Mister, un commento su questa butta esperienza: quali sono i sentimenti che prevalgono?

"Sotto il profilo umano è stato bellissimo, andando a Trapani capisci l'importanza di quella società e dell'ambiente. Il grande dispiacere è non averci potuto lavorare, non siamo mai riusciti ad allenarci. Si è capito fin da subito le molteplici difficoltà, a partire dal rispetto delle normative anticovid a tutto il resto. Siamo stati lasciati a noi stessi, tante parole che non si sono mai tramutati in fatti concreti".

Eppure le premesse sembravano diverse?

Io sono arrivato molto motivato, con grande entusiasmo. Ma pochi giorni dal mio arrivo ho capito che c'erano diverse cose cose che non tornavano. Poi Pellino ha deciso di esonerami per mettere al mio posto un suo uomo di fiducia, cioè Oberdan Biagioni. Successivamente mi ha richiamato, ma la situazione era precipitata, in quel momento ne ho viste di tutte, io non so se certe scelte o passi della società erano voluti oppure frutto di incompetenza".

Può spiegarsi meglio?

"Certo, l'esempio più lampante a riguardo è che quando sono tornato non sarei potuto andare in panchina a Catanzaro, perchè non mi avevano revocato il precedente esonero. Queste sono cose assurde, per questo dico che se fosse incompetenza sarebbe molto grave a questi livelli, vorrebber dire non conoscere i regolamenti. In ogni caso io sarei tornato soltanto se la trattativa con il comitato di tifosi fosse andato in porto, io con Pellino non volevo più a che fare".

Cosa le ha insegnato questa esperienza?

"Nel calcio certi personaggi non devono circolare, indipendentemente dalla percentuale o dai ruoli ricoperti nelle singole società. Si deve fare in modo di escluderli da questo mondo, è necessario vigilare con molta attenzione, soprattutto al momento dell'iscrizioni ai campionati per evitare il ripetersi di questi spiacevoli esperienze".

A livello personale veniva dall'esperienza vissuta ad Arezzo purtroppo interrotta dalla diffusione del coronavirus

"In quel periodo stavamo molto bene a livello psicofisico, avevamo scontri diretti in casa, dove fino a quel momento avevamo ottenuto risultati importanti. Poi purtroppo la società decise di non disputare i playoff, decisione che non ho approvato perchè la squadra per le proprie caratteristiche morfologiche avrebbe potuto emergere. Comunque è acqua passata, adesso cerchiamo un progetto serio. Nel frattempo ci si informa seguendo le partite, mantenendoci aggiornati".

E' una stagione particolare, purtroppo i contagi si stanno alzando, quindi il coronavirus ancora può condizionare la terza serie

"Sarà una stagione molto particolare, non è facile per i colleghi affrontarla anche perchè prepari le partite la settimana, poi purtroppo può capitare che non giochi la partita, siamo in una situazione di emergenza e sotto certi aspetti è logico che sia così anche se non è semplice gestirla. Esce da quella che è la normalità delle cose".