INTERVISTA TC - Virtus Verona, Fresco: "Terza serie troppo penalizzata"

25.06.2020 07:30 di Stefano Scarpetti   Vedi letture
Luigi Fresco allenatore
© foto di Francesco Di Leonforte/TuttoCesena.it
Luigi Fresco allenatore

Il bello della terza serie è che possiamo raccontare storie come quelle di Luigi Fresco, allenatore e presidente della Virtus Vecomp Verona dal lontano 1982, ben 38 anni nello stesso club nella doppia veste: se non è una rarità poco ci manca. Il tecnico classe 61' è intervenuto ai microfoni di Tuttoc.com parlando a tutto tondo dei veronesi e del momento attuale della serie C

Mister ci può spiegare questa lunga militanza nel doppio ruolo in uno stesso club?

Visto quello che accade nel calcio moderno può apparire una situazione particolare, per me non lo è, ho iniziato alla Virtus Vecomp da calciatore. Poi ho assunto questi due ruoli in contemporanea quando militavamo in terza categoria, siamo stati protagonisti di una bella cavalcata fino ad arrivare al professionismo, qualcosa di inatteso fino a qualche stagione fa. Frutto della programmazione, a Verona abbiamo il primato di avere tre squadre nei professionisti, non credo sia frutto del caso".

Analizziamo la vostra stagione fino alla sospensione per il coronavirus

"Come ogni stagione partiamo con l'obiettivo di centrare la salvezza, le cose sono andate abbastanza bene al punto di essere vicini a raggiungere una insperata posizione per i playoff, anche se non eravamo al sicuro rispetto alla zona playout. Questo è il risultato di un girone equilibrato e molto difficile come il nostro".

Il vostro futuro?

Non dobbiamo prescindere dal mantenimento della categoria, considerato la realtà che siamo in una categoria difficile come la serie C sotto molti aspetti. Fondamentale è riuscire sempre a fare i passi secondo la gamba, cioè riuscire a fare quello che possiamo per rimanere a galla".

Da sabato si riparte con i playoff e playout, è d'accordo con questa decisione?

"Obiettivamente non c'era la possibilità di poter proseguire correttamente la stagione, mancavano troppe partite alla conlcusione della stessa. Passare direttamente ai playout e playoff è una saggia decisione, in questo modo si riesce ad avere dei verdetti attraverso il rettangolo di gioco, fondamentale quando ci sono in gioco promozioni e retrocessioni".

Nel periodo del lockdown fra gli argomenti di cui si è dibattuto a lungo è stata la sostenibilità della serie C, cosa pensa a riguardo?

"A mio avviso ci sono troppe differenze legate ai proventi dalle Tv fra la serie C e quelle superiori, questo complica la vita per i club che si trovano nella terza serie, a mio avviso fin troppo penalizzata. Se vogliamo salvaguardare questo movimento dobbiamo cercare in tutti modi di accorciare le distanze esistenti".

Infine cosa ne pensa del progetto di una serie B a 40 squadre

"Quando si parla di riforme bisogna prestare molta attenzione, devono essere migliorative del movimento calcio. Sinceramente portare una serie B a 40 è un idea che mi piace poco, anche perchè si rischia di aumentare le squadre professionistiche, in quel caso l'attuale serie C potrebbe cambiare, prima di apportare modifiche al sistema è necessario prima ponderare quello che si fa".