INTERVISTA TC - Zichella: "É stato il calciomercato del baratto"

07.10.2020 07:30 di Raffaella Bon   Vedi letture
© foto di Uff. Stampa Teramo
INTERVISTA TC - Zichella: "É stato il calciomercato del baratto"

Giovanni Zichella, allenatore italiano reduce da un'esperienza lampo sulla panchina del Chiasso, ha rilasciato alcune dichiarazioni in esclusiva ai microfoni di TuttoC.com: il tecnico di Cerignola, che nell'ultima parentesi italiana ha guidato il Teramo nel 2018, ha espresso la sua opinione sugli argomenti più "caldi" del momento, dal mercato appena concluso alla radazione del Trapani.

Che mercato è stato quello da poco concluso?
"In generale in questo ultimo mercato appena concluso ci sono stati tanti scambi, già gli anni scorsi è successo questo, escludendo un paio di società che compravano i calciatori in C, quest’anno si è usato soprattutto il “baratto”.

Chi si è mosso meglio nel girone A?
"La Juventus, al terzo anno in C, è una squadra sempre giovane e di qualità ma adesso aggiunge qualche “vecchietto” per far crescere i suoi calciatori e ottenere risultati immediati sul campo. Hanno fatto un buon mercato l’Alessandria e il Lecco. Il Piacenza dispone di alcuni ragazzi che arrivano da una categoria inferiore, e qui sono convinto che hanno solo bisogno di tempo, ma faranno bene".

E nel girone B?
"Il Perugia ha fatto molto bene, anche perché con il suo blasone non può pensare di non provare a salire da subito, ci sono stati interventi giusti del Sudtirol. La Feralpisaló da quest’anno punterà al minutaggio, e personalmente sono d’accordo, la Serie C deve essere una palestra per i giovani per prepararli alle due categorie superiori".

Come giudica il Teramo?
"Mi è piaciuto il mercato della mia ex squadra, hanno mantenuto la struttura della squadra dell’anno scorso, inserendo giovani giusti per non perdere di vista il minutaggio. Poi le solite squadre in questo girone di ferro: Bari, Avellino e la solita sorpresa, vedi il Monopoli la scorsa stagione".

Che ne ne pensa del caso Trapani?
"Per prima cosa dispiace, perché parliamo di un fallimento. Tutti noi pensiamo ai calciatori e allo staff, ma mi vengono anche in mente tutti i dipendenti e non che facevano parte della società che hanno perso un posto di lavoro. Solo una domanda, ma non c’è il modo di prevenire queste situazioni?".