Mario Vittadello a TLP: "Play-out e Supercoppa, i miei pronostici. Esonero? Incomprensioni ma i numeri parlano. Ecco chi mi ha stupito..."

Mario Vittadello a TLP: "Play-out e Supercoppa, i miei pronostici. Esonero? Incomprensioni ma i numeri parlano. Ecco chi mi ha stupito..."TMW/TuttoC.com
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sabato 17 maggio 2014, 21:00Interviste TC
di Sebastian DONZELLA

Nel successo del Real Vicenza di quest'anno una parte importante l'ha giocata Mario Vittadello. Il tecnico, alla sua prima esperienza in Lega Pro, ha guidato i biancorossi in un ottimo girone d'andata, per poi essere esonerato dopo un inizio di ritorno non esaltante. TuttoLegaPro.com l'ha intervistato in esclusiva per i suoi lettori.

Domani iniziano i play-out. Nel "suo" girone, quello settentrionale, chi la spunterà?

"Non ho una squadra favorita. Il Forlì ha giocatori importanti lì davanti. come Docente: quando ci ho giocato contro ci ha messo in difficoltà. E' pur vero che l'incidente li ha privati di alcuni giocatori titolari e non sarà facile sostituirli. Il Cuneo ha un allenatore esperto come Rossi e giocatori importanti come Fannucchi. Nel Porto Tolle la cura Favaretto ha dato effetti importanti e con Gherardi e Longobardi può dar fastidio a chiunque. La Torres sulla carta sarebbe dovuta essere la favorita ma nelle ultime partite si è visto l'affaticamento dopo la lunga rincorsa ma ha personalità importanti come Lisai e Bottone. Diciamo che il caso Cabeccia potrebbe creare problemi a livello di concentrazione, soprattutto per la piazza calda. Certo, mi metto nei panni del giocatore e penso che una multa pesante per un giocatore di Lega Pro non può esser pagata a cuor leggero".

Bassano-Messina 2-0 all'andata. Domani il ritorno di Supercoppa. Pronostico?

"Il mio amico Petrone ha messo una seria ipoteca sul titolo. Il Bassano è stato bravo e fortunato perché ha sorpreso il Messina con un modulo diverso e ha raddoppiato grazie a una topica del portiere. In Sicilia i protagonisti potrebbero essere Berrettoni da un lato e il pubblico molto caldo dall'altra".

Il Real Vicenza, guidato prima da lei e poi da mister Zauli, ha ottenuto una storica promozione in Lega Pro unica. Impressioni?

"Siamo partiti molto forti grazie alla preparazione che avevamo organizzato: ci ha permesso di partire veloci per mettere subito fieno in cascina, perché da neopromossi dovevamo far punti per fare morale, soprattutto in un campionato con tante retrocessioni come questo. Poi, a dicembre, vista la buona posizione di classifica, abbiamo deciso di fare un richiamo di preparazione che ci rallentasse un po' a gennaio per poi riprendere la nostra corsa subito dopo, sfruttando anche le partite "soft" in calendario con le retrocesse. Le cose purtroppo sono andate diversamente ma va bene così: ho raccolto 35 punti e credo sia stato un buon bottino. Su Zauli? Non posso dire nulla, non analizzo il lavoro altrui".

Il suo è stato un divorzio tranquillo, per nulla velenoso...

"L'amarezza per non aver potuto portare a termine il compito rimane. Di solito non si viene esonerati in quella situazione di classifica ma ci sono anche le incomprensioni: quando non c'è più comunione d'intenti fra staff e dirigenza le strade si devono dividere. Io sono tranquillo perché credo di aver fatto un buon lavoro, determinante per il risultato finale. Dico sempre che parlano i numeri, basta andarli a guardare".

Offerte per il prossimo anno?

"Sto cercando una squadra che mi permetta di entrare in un progetto serio. Il che significa che non bisogna spendere cifre folli, anzi. Non è un'equazione esatta spendere tanto e fare benissimo. Un esempio è stato proprio il Real Vicenza che con tanti giocatori portati da me direttamente dalla Serie D, si è messo alle spalle squadre molto più quotate sulla carta. Complimenti a loro per quanto fatto. Mi piacerebbe continuare ad allenare in Lega Pro perché ho dimostrato, insieme ai miei collaboratori Andrea De Faveri e Luigi Zuccon, di poterci stare tranquillamente. In alternativa mi piacerebbe confrontarmi in una Primavera.
Devo comunque dire che tra i dilettanti e i Pro c'è un atteggiamento diverso anche del mister, perché diventa un lavoro e perché gli stimoli poi sono diversi. Sono comunque convinto che il calcio sia fatto di cose semplici da mettere in campo, lasciando fuori quelle difficili". 

Danilo Alessandro si è dimostrato un bomber nella prima parte di stagione, rallentando le marcature nel ritorno. Che ne pensa?

"Ha dato moltissimo nel girone d'andata anche grazie a una squadra che esaltava le sue qualità. Il ritorno? Faccio delle congetture: forse gli avversari gli hanno preso le misure, forse ha sentito la pressione, forse il modulo con il nuovo mister era diverso".

Chi l'ha stupita questa stagione?

"Valagussa del Monza, Floriano del Mantova, Varricchio e Cozzolino della Spal sono stati i giocatori che più mi hanno impressionato in questo campionato. La squadra? L'Alessandria, ha dimostrato di avere qualità veramente importanti".