Mister Pergolizzi a TLP: "Lavorando e con il giusto mix giovani-esperti il Portogruaro tornerà in alto"

Mister Pergolizzi a TLP: "Lavorando e con il giusto mix giovani-esperti il Portogruaro tornerà in alto"TMW/TuttoC.com
© foto di Tommaso Sabino
mercoledì 6 luglio 2011, 00:00Interviste TC
di Nicolò Schira

L'importanza del fattore C. Nel calcio come nella vita non guasta mai essere accompagnati dalla dea bendata onde evitare spiacevoli imprevisti. Prendete ad esempio un tecnico che a livello giovanile ha insegnato calcio a decine di giovani calciatori, che sotto la sua egidia cura sono diventati calciatori di prima fascia (Sirigu, Misuraca, Mazzotta, Abel Hernandez). Se ci aggiungete il fatto di aver vinto uno Scudetto Primavera plasmando il talento grezzo di un certo Abel Hernandez, divenuto poi grazie ai suoi insegnamenti uno dei talenti più luminosi del calcio mondiale, avrete dinanzi a voi l'identikit di Rosario Pergolizzi. Una carriera da predestinato della panchina, quella a cui sembrava avviato l'ex trainer della Primavera rosanero ed invece la malasorte si materializzò all'improvviso stoppando bruscamente la carriera di Pergolizzi. Infatti la sua avventura alla guida dell'Arezzo durò lo spazio di una decina di giorni prima che lo tsunami fallimento travolgesse la compagine toscana. Ora però dopo un'annata di forzata inattività Rosario Pergolizzi è pronto a ripartire dal Portogruaro, al quale è accomunato dal desiderio di rivalsa. I veneti infatti vengono da un'amara retrocessione e puntano sul nuovo mister per ricreare entusiasmo nella tifoseria orogranata. TuttoLegaPro.com ha deciso così di intervistare in esclusiva il neo-tecnico del Porto per scoprire le sue ambizioni e le sue aspettative in merito a questa nuova avventura professionale.

Mister, da settimane il suo nome circolava come papabile per la panchina del Portogruaro. Come mai la fumata bianca è arrivata solo oggi?

"La trattativa è stata lunga, poichè quando si retrocede non è mai facile voltare pagina e ripartire, tuttavia il fatto che l'iscrizione sia stata tranquilla e non ci siano stati problemi dimostra come questa sia una società seria ed organizzata. Risolti gli impegni burocratici relativi all'iscrizione, i dirigenti si sono rivolti al sottoscritto e l'accordo è stato trovato in piena sintonia".

Dopo un anno torna in panchina visto che a causa del fallimento dell'Arezzo l'estate scorsa era rimasto al palo...

"All'Arezzo avevo dato la mia piena disponibilità, ma purtroppo è stata solamente una breve parentesi. Il fallimento è stato dannoso dapprima per i tifosi arentini, ma in seconda istanza anche per il sottoscritto che si è trovato senza squadra quando ormai tutte le panchine erano state assegnate. Poi durante la stagione ho scelto io invece di non subentrare in corsa, perchè sono un tecnico che ama programmare e lavorare quotidianamente con i propri giocatori, perciò allenare una squadra in corso d'opera non era prettamente nelle mie corde".

La chiamata giusta è arrivata in questi giorni dal Portogruaro...

"Ebbene si, arrivo al Porto con grande entusiasmo e voglia di far bene. Il mio primo obiettivo sarà quello di trasmettere alla squadra questi miei sentimenti. Solo così i giocatori potranno ripartire da zero, cancellando il ricordo della scorsa stagione culminata con la retrocessione".

Dei giocatori già sotto contratto ha già in mente qualche pedina maggiormente importante per la sua nuova squadra?

"Il mio desiderio per il momento è quello di avere tutti i giocatori sotto contratto in ritiro. Chiaramente sarò flessibile con loro e chi avrà esigenze di trasferirsi altrove sarà libero di farlo, ma fin quando saranno calciatori del Portogruaro dovranno dare il massimo per questa maglia. Il mio obiettivo è quello di valorizzare le risorse a disposizione della società e i giocatori rappresentano il nostro patrimonio".

Lei è abituato a lavorare con i giovani, Portogruaro e la Lega Pro rappresentano la categoria ideale per lei visto che nella terza serie ormai si privilegia puntare sugli under...

"Sicuramente le società sono delle aziende e dunque hanno bisogno di garantirsi delle entrate che avvengono mediante l'utilizzo degli under. Come club abbiamo il diritto ed il dovere di valorizzare i giovani, però gli under devono essere affiancati da elementi più esperti dai quali imparare. Conoscendo le dinamiche dello spogliatioio ritengo ideale un mix fra l'esuberanza e l'entusiasmo dei giovani con l'esperienza e la cultura del lavoro propria degli elementi più esperti".

A proposito di giovani potrebbe portarsi qualche ragazzo dal suo Palermo, si parla di Adamo, Pelegrini e Conti...

"Il settore giovanile del Palermo ha sfornato tanti ottimi giocatori in questi anni. L'ultimo mio gruppo vinse lo Scudetto ed era composto da tanti calciatori validi e di talento, pertanto se ci sarà la possiblità - compatibilmente con le esigenze della società - non mi dispiacerebbe avere qualche mio ex allievo, a patto che ci permetta di migliorarci e fare il salto di qualità".

Lei a Palermo plasmò e lanciò Abel Hernandez che dopo una prima annata d'alto livello sembra essersi perso negli ultimi mesi. Lei che lo conosce bene come si spiega l'involuzione dell'uruguagio?

"Ritengo che i giovani vadano seguiti, indirizzati e molto spesso rimproverati e puniti a fin di bene. Hernandez è sicuramente un campione, ma come tutti i ragazzi della sua età è soggetto ad alti e bassi. Hernandez va gestito fuori dal campo dove per un giovane è facilissimo perdere la propria dimensione. Non dobbiamo dimenticare che parliamo di ragazzi giovanissimi, che nel giro di poche settimane si ritrovano catapultati in un mondo pieno di soldi e fama al quale non erano abituati. Serve una preparazione, i ragazzi devono acquisire la giusta mentalità, altrimenti rischiano di trovarsi a disagio e smarrirsi".

In chiusura che obiettivo si è posto per la nuova avventura professionale?

"Sinceramente non mi prefiggo mai degli obiettivi specifici ad inizio stagione. Preferisco partire da zero e puntare al massimo. Chiaramente sarebbe facile dire 'voglio vincere il campionato' oppure 'centrare la salvezza', ma l'unico obiettivo reale che mi pongo è il lavoro attraverso il quale crescere i ragazzi che avrò a disposizione, per farli migliorare e sentire dei campioni".