Morte Mazzola, il ricordo di Roselli: "Un campione in campo e fuori"
La scomparsa di Sandro Mazzola ha suscitato numerosi ricordi nel mondo del calcio. Tra questi anche quello di Giorgio Roselli, che ha condiviso con l'ex calciatore dell'Inter un periodo importante della sua carriera. L'attuale allenatore ha affidato ai microfoni di TuttoC.com un lungo messaggio per ricordare Mazzola, raccontando il rapporto nato quando, ancora giovanissimo, arrivò all'Inter dallo Spoleto in Serie D: "Se ne è andato un campione, ma non sto parlando di calcio: quello è e rimarrà scritto in qualsiasi posto, dalla carta stampata al web. Un campione di persona. Io sono arrivato all'Inter che non avevo compiuto 18 anni, dallo Spoleto in Serie D. Ero un po' il suo pupillo. Già dal ritiro precampionato a San Pellegrino (BG) mi ha voluto con lui in camera e poi, prima di tutte le partite, per gli ultimi due anni che ha giocato, perché poi ha fatto il dirigente.
Qualche aneddoto: tutti mi dicevano 'vedrai, Mazzola, Facchetti, Boninsegna e tutti i grandi giocatori che c'erano in quel momento ti faranno portare le valigie'. Che oltretutto noi avevamo molto grandi e di metallo. Invece era più facile vedere loro che mi davano una mano che il contrario. I campioni lo sono in tutto, non solo sul campo. Un'altra cosa è che a ogni allenamento rimaneva sempre in campo per farmi migliorare il passaggio, il tiro, insomma tutto quello che mi serviva. Quando poi ha fatto il dirigente al Genoa e io giocavo al Pescara, voleva riportarmi a Genova, ma dopo i miei quattro anni e tre gol con i blucerchiati nei derby qualcuno l'ha 'giustamente' consigliato di non farlo...Grazie di tutto, Sandro. Nessuno ti dimenticherà, né compagni, né avversari, né persone comuni...".
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