Panarelli a TLP: "Ho ancora voglia di fare sacrifici. Per me il calcio è tutto"

Panarelli a TLP: "Ho ancora voglia di fare sacrifici. Per me il calcio è tutto" TMW/TuttoC.com
Luigi Panarelli
© foto di Federico De Luca
mercoledì 4 luglio 2012, 21:15Interviste TC
di Daniele Mosconi

Il personaggio che abbiamo intervistato in esclusiva per TuttoLegaPro.com, ha calcato palcoscenici importanti, come Torino (sponda granata), Napoli e Roma, però è sempre rimasto umile, riuscendo a togliersi parecchie soddisfazioni in una carriera sempre sulla cresta dell'onda: "Per fortuna ho sempre trovato squadra - esordisce così Luigi Panarelli- , difficilmente sono arrivato in corsa. Sono 17 anni che faccio professionismo, ed ho fatto una sola stagione in D (con il Taranto nel 1994\95, in squadra c'era un'attaccante come Sossio Aruta). Mi posso ritenere soddisfatto di ciò che ho fatto".

Nell'ultima stagione ha giocato il finale di stagione con il Treviso, risultando un protagonista della promozione dei veneti: "Non voglio togliere meriti ai miei compagni, però credo che nel mio piccolo ho dato il mio contributo alla causa. E' stata una piacevole esperienza. Quando sono arrivato, eravamo sesti ad un punto dai play off. La società è stata lungimirante, correggendo alcune carenze di organico, riuscendo a compiere un vero e proprio capolavoro, perchè a mio parere c'erano squadre - penso alla Virtus Entella, al Casale, al Rimini e allo stesso Cuneo - molto più forti della nostra. A Treviso, a dire il vero, mi sono trovato davvero bene, gente cordiale, società seria. Mister Zanin è una persona splendida, con cui ho instaurato un rapporto che va oltre il campo".

Persona semplice, si direbbe all'antica, se non fosse che ha la determinazione di un ragazzino, nonostante ormai l'età non sia più verde. Spaziamo su vari campi insieme a lui, parlandoci dei mali del calcio: "Uno di questi è sicuramente la regola che impone - non consiglia - alle società di giocare con gli under in squadra. In questo modo si rende il calcio un mercato dove tutti prendono tutti, ma alla fine rimangono solo i più bravi, rovinando carriere di ragazzi che a questo sogno hanno creduto per davvero".

Ci tiene molto a questo aspetto: "Io vivo di calcio, ho fatto tanta di quella gavetta che quando ne parlo con i più giovani, mi rendo conto di quanta strada devono ancora fare, ma in questo modo, mandandoli allo sbaraglio, non si fa il loro bene, ma tutt'altro".

Si sente la sua passione, perchè quando ne parla c'è quella foga di chi ha voglia di proteggerli quei giovani, con la sua esperienza: "Quando ero più giovane, per fare la serie C dovevi essere almeno bravo a far qualcosa, mentre ora questi ragazzi giocano perchè per un anno o due rientrano nella famosa "regola degli under", ma poi, finito questo che fine fanno? A voi la risposta".

E la domanda posta da Panarelli non è per niente semplice, ed ancor più arduo trovare una risposta: "Va riformulato tutto il sistema calcio, perchè in questo modo si illudono tanti giovani, ma non si ottiene nulla, perchè tra qualche settimana, tra un 23 enne e me, sceglieranno il sottoscritto, perchè sono più affidabile. Carne da macello divengono".

Luigi, al momento hai ricevuto proposte da qualche società?

"Per ora niente, ma è normale, è tutto completamente fermo. Prima ci sono state le comproprietà a tenere banco, mentre ora c'è il problema della riforma dei campionati. Parlo spesso con i miei ex compagni o amici che giocano a calcio ed anche loro mi dicono che la situazione è questa".

Nel frattempo cosa fai?

"Mi tengo in forma, facendo almeno due ore di allenamento giornaliero. Ho una carriera sulle spalle quindi so come impostare il mio lavoro. Scarico quando c'è da farlo, forza e lavoro organico quando necessita, ogni tanto una partitella e beach tennis. Nonostante sia in vacanza, non riesco a staccare completamente".

Ci parli del calcio con una passione encomiabile.

"Questo, oltre ad essere il mio lavoro, è anche la gioia della mia vita. Da quando ho 16 anni che corro dietro ad un pallone. Ho avuto la fortuna di giocare con grandi campioni, disputando campionati importanti, cercando sempre di dare il mio contributo".

Presentati a quelle società che sono in cerca di un difensore.

"Come dedizione ed impegno, nessuno ha mai avuto nulla da ridire. Professionalmente sono uno che non si è mai tirato indietro, dando sempre il 110% alla causa. Il mio compenso me lo sono sempre sudato. A me non ha mai regalato niente nessuno, ed è per questo che ora capisco quanto è stato importante fare tanta gavetta, mangiando pane duro e quando c'è stata l'opportunità, ho mangiato anche caviale, ma rimanendo sempre il Luigi Panarelli che ha iniziato a dare calci ad un pallone per la strada".

Ed un domani, quando appenderai le scarpette al chiodo?

"E' ancora presto per quel momento, ho ancora tanta voglia di mangiare l'erba del campo. Ho un entusiasmo indescrivibile. Certo, quel giorno primo o poi arriva - ne sono consapevole - però, questo accadrà quando io non avrò più voglia di fare sacrifici, di sputare sangue sul campo, allora si che dirò: Luigi Panarelli ha detto basta".

E cosa farai "da grande"?

"Penso che intraprenderò la carriera da allenatore. Ho voglia di insegnare tutto quello che ho imparato nella mia carriera alle nuove generazioni. Vedo che questi ragazzi alle volte sono privi di riferimenti importanti, ecco perchè io, quando deciderò di iniziare questo percorso, voglio parlare al cuore di questi giovani, dando loro l'opportunità di diventare prima di tutto uomini, poi dei calciatori. Dobbiamo tornare a fare le cose di un tempo, se vogliamo che il calcio sia ancora la passione di tanti".