Trento, Tabbiani: "Dobbiamo risolvere problema gol, è l'essenza del calcio"

Trento, Tabbiani: "Dobbiamo risolvere problema gol, è l'essenza del calcio"TMW/TuttoC.com
Luca Tabbiani
Oggi alle 10:00Coppa Italia
di Valeria Debbia
Il tecnico analizza la sconfitta contro il Desenzano: buon primo tempo, dominio territoriale, ma zero reti in due partite. “Negli ultimi 20 metri serve uno step in avanti”.

Luca Tabbiani, tecnico del Trento, analizza in conferenza stampa il ko interno contro il Desenzano, che ha di fatto eliminato dalla Coppa Italia Serie C Regionale Trenitalia i gialloblù-

Mister, commentiamo una sconfitta arrivata dopo un primo tempo giocato bene, mentre nella ripresa la squadra è calata. Come valuti la prestazione?

«Sicuramente abbiamo fatto un buon primo tempo. Molti giocatori erano alla prima partita e siamo un po’ calati. Avere quel predominio, stare tanto nella loro metà campo e non riuscire a concretizzare può diventare dura. In entrambe le ultime due partite abbiamo avuto diverse situazioni per passare in vantaggio e anche oggi (giovedì, ndr) abbiamo concluso parecchio, ma abbiamo fatto zero gol. È un problema che dobbiamo risolvere, perché è l’essenza del calcio: è ciò che è mancato».

Ti preoccupa questa difficoltà nel concretizzare? Il Trento ha sempre grande superiorità territoriale, ma poi non riesce a trasformarla. E forse non sono arrivate nemmeno tutte le risposte che speravi da chi hai messo in campo. Inoltre, il gol è arrivato dopo tre errori consecutivi in disimpegno: cosa è successo in quel momento?

«La preoccupazione c’è sempre quando fai questo mestiere. Se guardiamo solo i primi tempi, fare zero gol in due partite è dura. Il calcio è fatto molto del risultato: io posso analizzare la prestazione e, sinceramente, tolti quei due minuti, la squadra ha gestito bene tutta la partita. Siamo stati in dominio totale, non abbiamo concesso praticamente nulla fino al gol. Con tutto il predominio che abbiamo avuto, non siamo riusciti a concretizzare occasioni che potevano essere sfruttate: è mancato il tiro, l’ultimo passaggio. In quella fase dobbiamo alzare il livello, c’è lavoro da fare. Se avessimo chiuso il primo tempo 1-0 o 2-0, tutti avrebbero detto “grande calcio”, ed è giusto così. Ma nello spogliatoio dobbiamo analizzare tutto in modo obiettivo.
Sul gol: non nasce da una palla persa diretta. La palla va in rimessa laterale, loro battono la rimessa e riescono a uscire da una pressione dove siamo stati un po’ leggeri. In quei 2-3 minuti eravamo in affanno: abbiamo sbagliato due uscite, sbagliato la pressione, e lì abbiamo preso gol. È difficile analizzare due minuti su 90, o su 75: giochi 73 minuti nella metà campo avversaria e poi in due minuti prendi gol. Ma più che quei due minuti, dobbiamo analizzare la fase finale dell’azione: lì serve più determinazione».

Il risultato è severo per quanto visto: il Trento non ha mai dato l’impressione di poterla sbloccare, a parte l’occasione di Benedetti. Hai sempre detto che la Coppa Italia era un obiettivo: a ripensarci, avresti cambiato così tanti elementi?

«Se analizziamo i numeri crudi, è difficile pensare di perdere una partita in cui fino al gol non subisci un tiro in porta. Ma fa parte del calcio. Secondo me abbiamo avuto più occasioni di quelle che citi: ricordo quella di Caia a inizio secondo tempo, ricordo altre situazioni potenziali. Capisco che voi analizzate la parata o il tiro fuori di poco, ma ci sono situazioni che possono essere pericolose anche senza la parata del portiere.
Detto questo, non avrei cambiato niente. È giusto dare minutaggio a tutti: andiamo incontro a un campionato lungo, dobbiamo valutare tutti i giocatori, anche quelli arrivati dopo che non avevano ancora giocato partite ufficiali. La Coppa Italia era un nostro obiettivo, ci tenevamo. Non l’abbiamo snobbata. Abbiamo fatto scelte perché alcuni non avevano recuperato dalla partita di lunedì e lunedì sera abbiamo un’altra gara importante: era giusto fare rotazioni.
I ragazzi hanno fatto una buona gara. Il risultato è negativo, ma dentro il risultato negativo ci sono tante cose positive e alcune negative. La prestazione non era da sconfitta: è stato più un dominio territoriale che una partita ricca di occasioni».

Negli ultimi 20 metri sembra mancare qualcosa: anche oggi tanto dominio, ma poche occasioni realmente pericolose.

«Negli ultimi 20 metri dobbiamo migliorare. Troviamo sempre squadre molto basse, blocchi bassi: servono giocate individuali, situazioni che sbloccano questi blocchi. È la cosa più rimarcata nelle ultime due partite: tanto predominio, zero gol. Se sommo i tiri delle due gare, arriviamo a 40 conclusioni e zero gol. È una cosa su cui dobbiamo ragionare».

Una domanda su Sodero: buon primo tempo, poi è calato. È arrivato per sostituire Capone sulla sinistra, ma sembra poter fare anche il trequartista. Oggi ha giocato a destra: è così versatile?

«Sì. Lui preferisce giocare a destra perché rientra e ha un bellissimo calcio. Ha fatto un ottimo primo tempo: bravo nelle riconquiste, nella reazione agli errori. Era inevitabile che calasse: ha fatto la preparazione a Empoli, ma non le amichevoli con noi. È arrivato settimana scorsa, deve trovare ritmo partita. Lo stesso vale per Jacopo Grossi: è arrivato dal Genoa, aveva fatto solo una partita con noi, poi l’infortunio. Hanno bisogno di giocare per trovare condizione, e dobbiamo trovare il modo perché dopo Lecco e Brescia abbiamo un’altra infrasettimanale.
Non trovo prestazioni negative individuali: analizzo anche l’aiuto al compagno, le corse indietro, le pressioni. Hanno lavorato bene. È mancata qualità, sì, e soprattutto gli ultimi 20 metri: dobbiamo alzare il livello. A me dà fastidio non fare gol: molti dicono “meglio non prenderli”, ma a me non farli dà fastidio. Proponiamo qualcosa che ci porta a stare tanti minuti lì, e dobbiamo concretizzare. Due partite senza gol mi danno fastidio, più della soddisfazione di non averne subiti».