Desenzano, Gaburro: "Avevo chiesto ai miei di stupirmi e lo hanno fatto"
Marco Gaburro, tecnico del Desenzano, analizza in conferenza stampa il blitz di Trento, firmato Procaccio, che ha permesso alla sua squadra di accedere al prossimo turno di Coppa Italia.
Mister, seconda partita del percorso in Coppa Italia e seconda vittoria, questa volta contro il Trento. È stata una gara diversa rispetto a quella di lunedì: avete sofferto di più, ma avete anche concesso meno occasioni. Come la valuti?
«Sì, abbiamo concesso meno occasioni rispetto a lunedì, pur lasciando molta più territorialità al Trento. Me l’aspettavo, perché abbiamo cambiato quasi totalmente la formazione: dieci giocatori diversi rispetto all’ultima partita. Lo ha fatto anche il Trento, ma sulla carta loro hanno qualche alternativa in più, quindi ci stava soffrire un tempo. Molti ragazzi erano al debutto, si è visto: un po’ di imbarazzo, poca mentalità nel primo tempo. Abbiamo perso palloni che non dobbiamo perdere, a prescindere dalla qualità dell’avversario nel muovere palla e girare il campo, che è una loro caratteristica. Chiudere il primo tempo sullo 0-0 mi sembrava già un ostacolo superato. Nel secondo tempo siamo cresciuti sempre di più, per quello che potevamo fare oggi, perché era difficile aspettarsi molto in fase di possesso. Però la mentalità è salita, ci siamo affacciati più spesso nella loro area e quando abbiamo avuto la palla giusta abbiamo fatto gol. Sono contento, anche per i ragazzi: gli avevo chiesto di stupirmi e lo hanno fatto».
A livello individuale, c’è qualcuno che ti ha suggerito indicazioni utili anche per il prossimo impegno, che sarà molto più importante?
«Faccio fatica a trovare prestazioni negative. Ha debuttato Cassin, classe 2008: portiere giovanissimo, ha avuto la possibilità di giocare e ha dimostrato affidabilità. Avevamo una coppia centrale completamente inedita: Baldi e Reggio hanno fatto una partita prestante, mi sono piaciuti. Terzini giovanissimi, anche loro al debutto in categoria. Moscati è arrivato ieri: non conosceva nemmeno i nomi dei compagni. L’ho messo davanti alla difesa e ha fatto quello che serviva nel primo tempo, dare equilibrio. Davanti si è dovuto correre tanto, si è visto poco, ma Ubaldi è cresciuto molto dentro la partita: ha faticato all’inizio, poi nel secondo tempo si è spremuto. Il centravanti va valutato anche per il lavoro in non possesso, non solo per gol o giocate. Procaccio e Boga sono esterni che devono trovare il colpo: Boga ha sfiorato il gol due volte col mancino. Avevo chiesto un po’ di minutaggio per dare informazioni a me e minuti a loro, e l’abbiamo fatto. Può sembrare ingeneroso dirlo, ma questa partita poteva essere vista come una sfida tra la “formazione B” del Desenzano e la “formazione B” del Trento rispetto a lunedì. E qualcuno dei nostri ha dimostrato che se la può giocare bene».
Il Trento sembrava avere più alternative, anche perché alcuni titolari avevano giocato. Eppure avete concesso poco: qualche cross, qualche tiro da fuori, ma siete cresciuti e alla fine l’avete portata a casa. La partita dell’andata vi ha aiutato a prepararla?
«Relativamente. Avevamo preparato una partita simile, ma nel primo tempo ho capito che non potevamo fare lo stesso tipo di pressione: Grossi è un play diverso da Fossati, più mobile, più difficile da oscurare con i due attaccanti. Verso fine primo tempo abbiamo provato a uscire con le mezzali sui loro centrali, stando più bassi. Non era un problema di stare alti, ma di rialzarsi forte sui retropassaggi e aggredirli dopo essersi compattati. Sono cose che servono a una squadra nuova come la nostra. Stiamo facendo un po’ di scuola sulla fase difensiva, anche perché il calendario ci propone sempre avversari importanti. Spero che questo ci rimanga e sia uno step».
A Brescia ti aspetti una partita simile? È una squadra che gioca un calcio simile al Trento?
«No, non lo stesso tipo di calcio. Il Trento gioca molto di più la palla, è più avvolgente come idee e movimenti. Il Brescia magari ci riesce per impatto e per la grande qualità individuale che ha, che è innegabile. Sono partite in cui dobbiamo interpretare bene la fase difensiva, al di là dei moduli e delle uscite. Una volta che capisci mentalità e baricentro, puoi ragionare sulla partita. E sappiamo che sono avversari importanti».
Ti aspettavi una partita così solida dopo aver cambiato praticamente tutti? Nella ripresa sembrava una squadra rodata, che ha concesso poco a un avversario che lunedì aveva prodotto tanto.
«Sì. Avevo chiesto di stupirmi e lo hanno fatto. È vero che abbiamo lavorato, è vero che avevo fiducia nelle prestazioni individuali, ma avevo meno fiducia nella tenuta di reparto, soprattutto dietro, e nella tenuta del centrocampo, che ha corso tantissimo. Da quel punto di vista hanno fatto più di quanto mi aspettassi, ed è molto positivo. O sono io che sono pessimista, oppure è davvero molto positivo».
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