Passiatore a TLP: "Pronto per un'avventura su una panchina di Lega Pro"

Passiatore a TLP: "Pronto per un'avventura su una panchina di Lega Pro"TMW/TuttoC.com
© foto di Francesco Scopece/TuttoLegaPro.com
giovedì 21 giugno 2012, 22:19Interviste TC
di Daniele Mosconi

Da giocatore ha fatto impazzire le difese avversarie con i suoi gol, vestendo le maglie di grandi club come Brescia, Taranto, Andria e Catania, a cavallo tra gli inizi del '90 ed il nuovo millennio. Da quando ha deciso di passare dall'altra parte si è scoperto una persona completamente diversa. Francesco Passiatore ha lasciato da poco il calcio giocato per dedicarsi ad un ruolo sicuramente più impegnativo, quello dell'allenatore. Così TuttoLegaPro.com ha voluto sentirlo in esclusiva.

Ciao Francesco, quali sono le differenze maggiori che hai notato passando dal campo, dove eri un protagonista non da poco, avendo il ruolo del finalizzatore del gioco della squadra, a quello di allenatore.

"Sono davvero tante. Permettetemi di fare una premessa, perchè magari chi non mi conosce è giusto che sappia tutto di me. Io prima di fare l'allenatore (ha un patentino di 2^ categoria) ho fatto l'osservatore per il Catania. Poi ho avuto l'onore di allenare la Berretti del Taranto nella stagione 2009\10, mentre sul finire del campionato ho anche fatto dieci panchine in prima squadra, arrivando a due punti dai play off. Lo scorso anno invece ho fatto il secondo a Dionigi, sempre sulla panchina dei rossoblù. Rispondendo ora alla tua domanda, è un ruolo non semplice, ma ti migliora molto anche dentro. Tu quando eri un giocatore, eri uno della squadra, quindi le responsabilità erano minori - tra virgolette minori - mentre quando sei su una panchina devi essere un ottimo diplomatico, capace di interagire e colloquiare con tutti, avendo a che fare con Direttori sportivi, presidenti e non dimentico le tifoserie, che sono molto importanti per puntare in alto, grazie al loro entusiasmo".

La sua voce squillante risuona fresca e giovane dall'altra parte della cornetta. Quest'anno è stato fermo, così ha avuto modo di visionare entrambi i gironi di Prima Divisione. Ecco un sunto del campionato:

"Il girone B a mio parere è parso molto più equilibrato, con un finale davvero clamoroso. Mentre nell'altro ha dominato la Ternana, dimostrando di essere davvero una squadra solida. Mentre quella che maggiormente mi ha colpito è stata la Pro Vercelli".

Cosa ti è piaciuto di più dei piemontesi?

"Il fatto che sono andati in B con una squadra ricca di giovani, portando avanti una mia teoria. Quella di riuscire a valorizzare i giovani di talento ed allo stesso tempo vincere. Non è cosa da poco".

C'è qualche giocatore che ti è piaciuto maggiormente?

"E' un tarantino doc, scuola Lecce. Sto parlando di Falco del Pavia, mi ha davvero impressionato, mentre ci sono altri due giocatori che hanno dimostrato di valere sicuramente tanto e sono Iemmello della Pro Vercelli e Bocalon del Carpi. Quest'ultimo non partiva spesso titolare, ed io non voglio entrare nelle scelte di Notaristefano, però l'ho trovato davvero molto forte".

Parliamo un po di te. Qual'è il modulo che prediligi maggiormente?

"A me piace spaziare, perchè sono uno che alla fin fine si adegua ai giocatori che si ritrova, però trovo molto interessanti il 4-4-2 ed il 3-4-3. Sono entrambi degli schemi che mi danno una certa sicurezza".

Fino ad ora hai avuto contatti con club di Lega Pro?

"C'erano stati dei contatti con Fondi e Chieti, l'avete riportato anche voi recentemente, ma al momento è tutto in stand-by. Ho avuto degli approcci con club di Serie D, ma la mia ambizione è quella di sfidarmi in un campionato affascinante come la Lega Pro".

Le differenze che hai notato maggiormente tra le giovanili e la prima squadra.

"Quando lavori con i giovani, hai molto spazio di manovra, dovendo insegnare loro i trucchi del mestiere non essendo ancora del tutto formati, mentre trovandoti ad allenare i grandi, ti trovi con giocatori più esperti, quindi l'impegno è sicuramente maggiore, però anche più gratificante".

Per concludere, sei preoccupato della crisi nel calcio, specie di Lega Pro, con tanti club, ultimi casi Piacenza e Triestina?

"Diciamo che è generale, però credo sia un bene se andiamo a guardare il bicchiere mezzo pieno, perchè così si lascia spazio a quelle società che hanno le potenzialità per disputare questi campionati".