Siracusa, Davide Moi a TLP : "Il Trapani non mi ha mai cercato"

Siracusa, Davide Moi a TLP : "Il Trapani non mi ha mai cercato"TMW/TuttoC.com
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mercoledì 4 luglio 2012, 11:30Interviste TC
di Antonio Ingrassia

Davide Moi, 27 anni il 6 luglio, considerato uno dei migliori difensori della Prima Divisione, ha ancora un anno di contratto che lo lega al Siracusa ma sono diverse le società che se lo contendono. Il suo nome è stato accostato anche al nuovo Trapani ma, per il giocatore nato a Cagliari, il ventilato passaggio alla società granata rappresenta una vera e propria novità come ha dichiarato in esclusiva a TuttoLegaPro.com. “Ho letto anch’io il mio nome su trattative che riguardano il Trapani ma nella realtà finora non c’è mai stato nulla di vero. Nessun contatto diretto con la società granata e nemmeno capisco il motivo per cui sono state scritte tutte queste cose. Il direttore sportivo del Siracusa, Laneri, mi ha informato d’aver avuto contatti seri con il Cagliari e il Catania e con qualche società di serie B”.

In ogni caso quella di Trapani sarebbe una destinazione gradita ?

E’ chiaro che se dovessi continuare a giocare in questa categoria darei priorità al Siracusa. Attendo notizie sulla società da un momento all’altro, soprattutto per sapere come si mettono le cose in seno al club aretuseo. Spero che qualche problema societario venga risolto e che si offra alla squadra la possibilità di disputare un campionato sereno. Non è certamente bello vivere situazioni incerte. Riguardo al Trapani posso dire che si tratta di una società importante e che valuterei attentamente l’interessamento della dirigenza granata se ci fosse una proposta valida. La mia porta è aperta. Sono pronto al dialogo incentrato su basi solide. Ho intenzione di giocare in una squadra dove ci sia un progetto serio. E’ importante guardare al futuro della propria famiglia “.

Il tanto decantato Davide Moi che tipo di giocatore si descrive.

Sono sempre stato un marcatore aggressivo. Nel campionato scorso ho rivestito un ruolo nuovo nel quale impostavo il gioco dalle retrovie, una sorta di play maker”.