AlbinoLeffe, Malenchini: "Vi racconto la crescita di Doumbia, Zoma e Pessina"

AlbinoLeffe, Malenchini: "Vi racconto la crescita di Doumbia, Zoma e Pessina"TMW/TuttoC.com
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di Valeria Debbia

L'AlbinoLeffe si gode il momento d'oro della sua cantera, capace di portare fino alla Nazionale tre gioielli cresciuti a Zanica: Massimo Pessina, Issa Doumbia e Mohamed Alì Zoma. Dalle colonne di Tuttosport, il direttore del vivaio seriano Marco Malenchini ha tracciato i segreti di questo modello, partendo da una precisa linea guida: «Tre storie e tre percorsi differenti. Si parte dall’individuazione del talento, poi bisogna rispettarne i tempi e accompagnarlo nella crescita».

Il percorso dei tre gioielli

Il primo focus è su Massimo Pessina, oggi al Bologna, arrivato a Zanica a soli otto anni con le idee già chiarissime: «Il primo giorno si è presentato con la maglia di Yashin. Ci siamo guardati e i preparatori dei portieri hanno detto: “Questo è certo che farà il portiere”... In tutto quello che faceva trasmetteva grande sicurezza».

Diverso l'impatto con Momo Zoma, esploso poi in Germania al Norimberga: «Era più introverso al primo impatto... Una frequenza di passo e una corsa che lo rendevano quasi imprendibile».

Infine la traiettoria di Issa Doumbia, oggi allo Sporting Lisbona dopo il grande salto a Venezia: «Aveva grandi basi tecniche e una notevole comprensione del gioco, ma gli mancava qualcosa dal punto di vista fisico... Ha cambiato dimensione».

La filosofia del club e il "Modello AlbinoLeffe" 

Al di là dei singoli nomi, Malenchini spiega al quotidiano torinese che il successo di questa "semina" risiede nella gestione umana e nella totale assenza di fretta da parte della società: «Riconoscere delle qualità ancora da definire, arrivare prima degli altri e costruire ogni ragazzo partendo dai suoi punti di forza, senza trascurare ciò che deve migliorare. I tempi di ogni ragazzo sono differenti e vanno rispettati... La scuola e la persona vengono prima del calciatore».

Un legame profondo, quasi viscerale, che non si spezza nemmeno dopo le ricche cessioni all'estero: «Noi siamo una famiglia... Penso innanzitutto a loro, perché sono i protagonisti principali di questa storia».