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D'Aniello: "In Serie C non sempre vince chi fa più rumore sul mercato"

D'Aniello: "In Serie C non sempre vince chi fa più rumore sul mercato"TMW/TuttoC.com
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di Raffaella Bon

Il mercato di Serie C entra nelle settimane decisive e a fare il punto è Giuseppe D'Aniello, che ha analizzato le strategie delle società nei tre gironi, soffermandosi in particolare sul Girone C e sulle ambizioni del Catania. Nella parte finale dell'intervista, D'Aniello è tornato anche sulla situazione della Triestina, ripartita dalla Serie D dopo una stagione condizionata dalle penalizzazioni e di cui è presidente del consiglio di amministrazione e direttore generale.

Guardando complessivamente al mercato di Serie C, quali sono secondo te le società che si sono mosse meglio fino a questo momento?
"Credo sia ancora presto per dare giudizi definitivi, perché il mercato è aperto e sappiamo bene quanto le ultime settimane possano modificare gli equilibri. In generale, però, considero positivo il lavoro di quelle società che hanno costruito partendo da un'identità precisa, mantenendo un'ossatura importante e inserendo giocatori funzionali al progetto tecnico. In Serie C non sempre vince chi fa più rumore sul mercato: spesso vince chi sbaglia meno nella costruzione complessiva della rosa."

Qual è la squadra che, attraverso il mercato, ti sembra essersi rinforzata maggiormente e che potrebbe rappresentare una sorpresa della prossima stagione?
"Più che individuare oggi una singola sorpresa, guarderei con attenzione alle squadre che stanno costruendo con equilibrio e senza necessariamente prendere i nomi più altisonanti. Ogni anno in Serie C emerge una formazione che parte magari un passo indietro nei pronostici ma che, grazie all'organizzazione, alla continuità tecnica e alla scelta dei giocatori giusti, riesce a fare un campionato superiore alle aspettative. Credo che anche quest'anno succederà."

Restando sul Girone C, quali squadre vedi oggi maggiormente attrezzate per giocarsi la promozione diretta e dove collochi il Catania?
"Il Girone C storicamente è estremamente competitivo e credo che anche quest'anno sarà così. Ci sono piazze importanti, società ambiziose e organici costruiti per stare nelle prime posizioni. Il Catania, per storia, struttura, pubblico e ambizioni, non può che essere considerato tra le squadre che hanno le potenzialità per competere ai vertici. Naturalmente il campo poi deve confermare quanto viene costruito durante l'estate: vincere la Serie C è molto più difficile di quanto possa sembrare guardando semplicemente i valori delle rose."

Il mercato è ancora aperto: pensi che nelle ultime settimane possano esserci operazioni importanti capaci di cambiare gli equilibri dei tre gironi?
"Assolutamente sì. Anzi, credo che le ultime settimane possano essere particolarmente interessanti. Con l'avvicinarsi della chiusura del mercato cambiano alcune dinamiche, si aprono opportunità che qualche settimana prima non esistevano e alcuni giocatori possono diventare accessibili. Un paio di operazioni importanti, soprattutto in ruoli determinanti, possono cambiare sensibilmente il livello di una squadra."

In Serie C spesso non bastano i grandi nomi: quanto conta costruire una rosa equilibrata, con giocatori che conoscano bene la categoria, rispetto a fare un mercato più appariscente?
"Per me è fondamentale. Conoscere la categoria rappresenta un valore enorme. La Serie C è un campionato particolare, molto fisico e tattico, con partite che spesso vengono decise dagli episodi. Servono qualità tecniche, certamente, ma anche mentalità, personalità, disponibilità al sacrificio e conoscenza delle difficoltà della categoria. Preferisco sempre una rosa equilibrata e funzionale alle idee dell'allenatore piuttosto che una semplice collezione di nomi importanti. I campionati si vincono costruendo una squadra, non costruendo una copertina."

Tra gli acquisti effettuati finora dalle squadre di Serie C, c'è un giocatore che consideri particolarmente interessante o potenzialmente decisivo?
"Ci sono diversi giocatori interessanti, ma preferisco non indicarne uno soltanto. Soprattutto in questa fase rischieremmo di valutare il singolo senza conoscere ancora perfettamente il contesto nel quale verrà inserito. Un calciatore diventa decisivo quando trova l'ambiente, l'allenatore e il sistema di gioco capaci di valorizzarne le caratteristiche. Sarà interessante vedere, dopo le prime giornate, quali operazioni si saranno rivelate realmente determinanti."

Ti aspettavi un mercato più aggressivo da qualche società che, invece, fino a questo momento ti ha convinto meno?
"Qualche società probabilmente completerà il proprio lavoro più avanti, ma eviterei di bocciare oggi il mercato di qualcuno. Conosco bene le dinamiche di questo periodo e so che ciò che vediamo dall'esterno non sempre rappresenta ciò che sta realmente accadendo. Ci possono essere trattative avanzate, strategie precise oppure la volontà di aspettare opportunità nelle ultime settimane. I giudizi veri li darei alla chiusura del mercato, e quelli definitivi naturalmente li darà il campo."

Vorrei chiederti anche della Triestina: dopo una stagione difficilissima, condizionata pesantemente dalle penalizzazioni e conclusa con la retrocessione, che effetto fa vedere una piazza con quella storia costretta a ripartire dalla Serie D? Che progetto avete per riportarla in C?
"Vedere la Triestina in Serie D fa male a chiunque conosca la storia di questo club e il valore della piazza. Ma credo che oggi sarebbe un errore continuare a guardare soltanto a ciò che è successo. Dobbiamo avere grande rispetto per il passato, anche recente e molto difficile, ma soprattutto dobbiamo costruire il futuro. Dal nostro insediamento abbiamo scelto di affrontare i problemi senza nasconderli. Stiamo lavorando contemporaneamente sulla ristrutturazione economico-finanziaria della società, sull'organizzazione interna, sull'area sportiva, sul rapporto con le istituzioni, sullo stadio, sull'area commerciale e sulla ricostruzione del rapporto con la città e con i tifosi. La Serie D deve essere considerata un punto di ripartenza, non la dimensione della Triestina. Allo stesso tempo non vogliamo commettere l'errore di fare promesse o proclami. Il nostro obiettivo è costruire un club nuovamente credibile, sostenibile e competitivo. Sul piano sportivo abbiamo affidato il progetto a professionisti nei quali crediamo e stiamo costruendo una squadra che possa rappresentare degnamente questa maglia e competere ai vertici. Ma il progetto va oltre il risultato di una singola stagione: vogliamo creare le condizioni perché, una volta tornata tra i professionisti, la Triestina possa rimanerci e progressivamente tornare nelle categorie che la sua storia e la sua piazza meritano. Per questo oggi la parola che utilizzerei è ricostruzione. Prima recuperiamo credibilità, organizzazione, sostenibilità e identità; poi saranno i risultati sportivi a portarci dove vogliamo arrivare. Naturalmente faremo tutto ciò che è nelle nostre possibilità perché il percorso verso il ritorno in Serie C sia il più breve possibile."