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Banchieri: "Bari, credo si sia arrivati a un punto di non ritorno"

Banchieri: "Bari, credo si sia arrivati a un punto di non ritorno"TMW/TuttoC.com
Oggi alle 20:20Primo piano
di Laerte Salvini

Il tecnico Simone Banchieri è stato ospite di A Tutta C, trasmissione in onda su TMW Radio e iL61.

Il Bari retrocede in Serie C dopo aver sfiorato la Serie A. Una piazza storica che ora dovrà fare i conti con un girone C già ricco di grandi nomi. Come vive queste situazioni chi conosce bene certi ambienti, come mister Simone Banchieri, che ha allenato il Messina?

"Credo che si sia arrivati a un punto di non ritorno. Dopo essere stati a 10 secondi dalla Serie A, tutto quello che poteva andare storto nel rapporto tra Bari e la famiglia Agnelli è andato storto. Sinceramente, conoscendo come la piazza di Bari vive il calcio, sono piazze che meritano la Serie A, o almeno la Serie B. Quando fai uno spareggio di quel genere e non riesci a essere dominante, tu sei il Bari: è normale che poi sul campo meriti di retrocedere".

Il girone C della prossima stagione si preannuncia di altissimo livello, con grandi piazze come Crotone, Cosenza, Caserta e un possibile ritorno del Foggia. Ma attenzione: la Serie C non perdona nemmeno chi ha blasone e tradizione.

"Ho avuto il privilegio di allenare il Messina, e quel girone in certe piazze vale la Serie A. Quando vai a fare certe squadre in certi posti ci vogliono calciatori con uno spessore diverso, con una personalità adatta. Non è detto che se hai quel blasone, quella tradizione, quel pedigree tu debba ritornare in Serie B nel giro di 12 mesi. L'ho visto a Messina: ci volevano giocatori da Messina, ragazzi che stessero bene in quella piazza. Se non hai quello spessore lì, in quel posto non ci puoi giocare".

Catania-Ascoli: come si prepara una partita di ritorno dopo un 4-0 all'andata? Banchieri, che ha vissuto esperienze simili con il Novara, prova a rispondere.

"Se siamo sinceri e leali, a me dispiace molto per il Catania e per mister Toscano, che non meritano questa situazione, ma è una partita dove c'è poco da fare. L'Ascoli è la squadra che probabilmente gioca meglio a calcio tra le quattro rimaste, la più propositiva, quella che cerca di più di fare gol. Come si prepara una partita così? Cercando di fare il meglio, cercando di vincere per uscire almeno a testa alta. Ma i rischi sono tanti: l'Ascoli va a Catania come squadra forte, e paradossalmente l'ambiente potrebbe favorire ancora loro, perché giocare a Catania dopo un 4-0 è difficilissimo".

Quando rivedremo Banchieri in panchina?

"Speriamo presto. Vorrei iniziare da inizio anno, come mi successe a Novara. Cerco una squadra che voglia fare calcio propositivo, che voglia divertire, come mi è successo a Novara, a Messina e a Pesaro. Ci devono essere le condizioni giuste e giocatori bravi, perché sono loro a fare la nostra fortuna. A Novara avevo ragazzi come Barbieri,, Cassandro, Schiavi, Bortolussi: tutti oggi tra Serie A e Serie B. Con quel tipo di giocatori si può fare un calcio bellissimo. Ora è il momento delle trattative: vediamo di portarne in porto una che mi si addica per caratteristiche".