Braida avverte il Ravenna: "Ora dobbiamo difendere il secondo posto, poi vedremo dove saremo"
Il Ravenna guarda avanti dopo la sconfitta contro lo Spezia, tra episodi controversi e la necessità di ritrovare continuità. Intervistato dal Corriere Romagna, il vicepresidente Ariedo Braida ha analizzato il momento della squadra, soffermandosi anche sulle difficoltà incontrate nell'ultima partita: "La partita con lo Spezia, anche per il comportamento dell'arbitro e i tanti episodi contestati, è stata caratterizzata da un atteggiamento complessivo molto nervoso da parte di tutto il Ravenna, di tanti di quelli in campo e anche della panchina in generale, saltata in campo dopo le due espulsioni e molto agitata in occasione della rete ospite. La realtà dice che se la classifica piange la realtà meno, perché in campo la differenza di punti non si è vista anche con i giallorossi in inferiorità numerica".
Braida ha invitato l'ambiente a mantenere lucidità e fiducia nel percorso intrapreso, senza lasciarsi condizionare dagli episodi arbitrali: "I mezzi e il gioco continuano ad esserci, servono magari calma e raziocinio? Allora siamo andati da Ariedo Braida. Siamo troppo nervosi, dice, e questo è un problema. Noi dobbiamo costruire la nostra storia, dopotutto bisogna considerare il fatto che due anni fa mentre il Ravenna era in D lo Spezia giocava in Serie A. Anche per questo la capolista ha dimostrato di essere serena e fare la partita con raziocinio, noi non abbiamo certo demeritato però il nostro nervosismo è stato deleterio perché è mancata la serenità per gestire alcune situazioni. Dobbiamo costruire una cultura calcistica ad alto livello ma per questo serve sempre tempo".
Il dirigente ha infine ribadito la necessità di concentrarsi sugli obiettivi stagionali, a partire dalla difesa della posizione in classifica, senza perdere di vista la crescita del gruppo: "Tornando all'ultima gara, Braida si è blindato sulla direzione di gara: l'arbitro per noi non deve diventare un alibi, ha fatto degli errori ma ad esempio l'espulsione è stata legittima. La squadra per diventare stabile e con dei valori, visto che ha dimostrato di saper esprimere calcio, deve esprimere anche cultura sportiva. Domenica abbiamo perso, ci sta, il calcio è questo, però è anche con uno in meno, dopo l'espulsione, siamo stati più spensierati e giocato al pari, probabilmente è sembrata quella convinzione di non avere più nulla da perdere e quel pochino di timore che c'era stato all'inizio non aveva più motivo di esserci".
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