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Cosmi e Salerno, un amore mai sbocciato: dalla corsa alla B alla rottura con la piazza

Cosmi e Salerno, un amore mai sbocciato: dalla corsa alla B alla rottura con la piazzaTMW/TuttoC.com
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Oggi alle 15:45Girone C
di Laerte Salvini

Si può amare una piazza senza esserne ricambiati. Serse Cosmi lo sta scoprendo a Salerno, dove otto mesi dopo il suo arrivo i tifosi gli hanno chiesto di andarsene. Martedì una settantina di ultras della Curva Sud Siberiano e dei club organizzati si è presentata al centro sportivo Mary Rosy, poco prima dell'allenamento. Dieci minuti di faccia a faccia, sotto gli occhi della Digos, e una richiesta esplicita: le dimissioni.

La scintilla è il derby con la Scafatese, finito 2-2 all'Arechi dopo una rimonta sprecata. Al gol del momentaneo 1-1 di Tascone, Cosmi ha indicato con il dito la tribuna. Poi battibecchi in tv e, in sala stampa, un alterco con un giornalista mentre i dirigenti provavano ad allontanarlo. Lunedì è arrivata una lettera sui canali ufficiali del club: "Accetto la piena responsabilità di aver risposto in modo inadeguato". Il patron Danilo Iervolino, dopo un vertice di oltre tre ore, lo aveva confermato. Agli ultras non è bastato.

Ora la scelta potrebbe toccare a lui. Secondo diverse ricostruzioni il tecnico, amareggiato, sta valutando di farsi da parte, anche se non c'è nulla di ufficiale. I numeri non lo aiutano: 14 punti in dieci giornate, nessuna vittoria in trasferta, undici lunghezze dalla vetta. Lunedì c'è il Picerno, e intorno alla panchina circolano già i nomi di Toscano, Marino e Prosperi.

Eppure era cominciata con un abbraccio. Cosmi era arrivato il 23 febbraio, chiamato dal ds Daniele Faggiano, con cui a Trapani aveva sfiorato la Serie A, al posto dell'esonerato Giuseppe Raffaele. La squadra era terza, a 14 punti dal Benevento. Lui, 67 anni e fermo da quattro, si presentò rispondendo a chi lo considerava finito: "Chi pensa sia vecchio si sbaglia". Ai giocatori non chiedeva impegno, ma dedizione.

La primavera è stata la stagione migliore. Nel primo turno nazionale dei playoff la Salernitana ha eliminato la Casertana, pareggiando 1-1 davanti a quasi 19mila spettatori dopo il 3-2 dell'andata. Poi ha superato il Ravenna. In quei giorni Cosmi raccontava che in città non c'era persona che non lo fermasse. Il sogno si è spezzato il 27 maggio a Brescia, in semifinale contro l'Union, con una partita compromessa in avvio: "Quattro errori nel primo minuto credo siano un record mondiale". Voleva regalare la B ai tifosi. Si era detto pronto a restare.

È rimasto, ma il credito si è consumato in fretta. A Casarano, il 12 ottobre, dopo lo 0-0 il tecnico ha interrotto l'intervista in diretta su Rai 2 per gli insulti dalla tribuna, restando in silenzio a fissare gli spalti. Era il segnale di una distanza che il derby ha reso esplicita.

Il problema, del resto, non riguarda solo la panchina. Salerno è scivolata in due anni dalla Serie A alla C e la contestazione colpisce anche Iervolino, con uno striscione comparso davanti al Mary Rosy mentre il patron lavora alla cessione del club. In un ambiente così, ogni pareggio pesa come una sconfitta.

Cosmi conosce le piazze calde: Perugia, dove è nato e si è fatto conoscere, Trapani, dove da esonerato scrisse che il suo commiato "non potrà mai essere un addio". A Salerno una lettera così non è mai stata scritta.

"Il calcio è una passione travolgente", ha detto dopo la conferma. Qui la passione c'è stata da entrambe le parti. Solo, mai nello stesso momento.