Cerignola, Maiuri: "Ho parlato coi nuovi soci. Mie lacrime non un saluto ai tifosi"
Dopo l'eliminazione dai playoff per mano del Crotone, Vincenzo Maiuri, tecnico dell'Audace Cerignola, è stato ospite di 'Stadio Aperto' su Telesveva: "Grazie dei complimenti che condivido con tutto il gruppo di lavoro, staff, squadra, società e anche tifoseria, perché nel momento di difficoltà ci sono sempre stati vicini e non ci hanno fatto sentire inadeguati".
Il Cerignola ha avuto la forza, all’inizio della stagione quando sono state collezionate una serie di sconfitte consecutive, di credere fino in fondo in Maiuri: "Quanto mi inorgoglisce e quanto mi ha regalato soddisfazione questo atteggiamento della società, che non è molto diffuso nel calcio? Nei momenti di difficoltà, in Italia si cambia sempre l’allenatore. Quindi io sarò sempre grato alla società per quello che hanno fatto e per quello che hanno cercato di intuire nel mio lavoro. Sono stati anche molto sfortunati in quelle cinque partite, ma devo ringraziare tantissimo la squadra che, attraverso il capitano Martinelli, si è sempre espressa in maniera positiva nei miei confronti. Devo ringraziare società e squadra. Poi ci siamo ripresi bene: nel girone di ritorno abbiamo fatto 30 punti. Pur perdendo cinque trasferte consecutive (alcune anche immeritatamente), fanno parte di un percorso di crescita comune per una squadra che è stata quasi totalmente rivoluzionata, soprattutto con il mercato di gennaio".
Maiuri ha un anno di contratto. Le lacrime di domenica qualcuno le ha interpretate come un addio: "Parto dalle lacrime perché sono state spontanee, figlie soprattutto di una voglia comune – non solo mia, ma della squadra e dell’ambiente – di andare avanti e di cercare di fare il meglio possibile. Quando ci si trova un gruppo di lavoro davanti, prima di una partita, dentro e fuori, si parla, si vedono gli occhi, si vede l’atteggiamento dei giocatori e la voglia di fare bene. È normale che se non ce la fai ci possa essere un ritorno emotivo. Io sono fatto così e mi tengo benissimo questo mio modo di essere perché è stato molto spontaneo. Per quanto riguarda la situazione societaria, ho avuto modo di parlare con quelli che potrebbero diventare i nuovi proprietari dell’Audace. È chiaro che bisognerà approfondire bene il tutto. Quell’emozione che ho provato a fine partita non era un saluto alla tifoseria. Ho detto a questi nuovi soci che si stanno avvicinando che devono cercare di riconfermare il più possibile di questa squadra, perché la continuità lavorativa è fondamentale ed è un punto di partenza. Rifare tutto da zero cambiando tantissimo diventa più difficile".
Sul il futuro del ds Elio Di Toro: "Elio ha fatto un grande gesto perché è una persona, oltre che un bravissimo direttore, con valori unici. Ora è in scadenza ed è la garanzia fondamentale di un progetto continuativo e vincente, in base all’obiettivo. È chiaro che un progetto può essere vincente anche per una squadra che si deve salvare e poi si salva. Stiamo aspettando un po’ l’evolversi di queste situazioni, fiduciosi perché sappiamo che le persone che stanno per rilevare l’Audace Cerignola sono persone molto serie, cerignolane, che tengono tantissimo alle sorti della loro squadra. Dobbiamo concedere loro il tempo giusto anche per argomentare per quanto riguarda la parte tecnica".
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