Dg Altamura: "Senza risposte su stadio, proprietà farà valutazioni nel medio periodo"
Preoccupazione crescente in casa Altamura per la situazione dello stadio D’Angelo. Ospite di Antenna Sud, il direttore generale Michele Di Bari ha fatto il punto sullo stato dell’impianto e sui rapporti con l’amministrazione comunale, lanciando un messaggio chiaro: servono risposte rapide per garantire continuità al progetto biancorosso.
Le richieste del club: “Servono garanzie minime per la Serie C” - Di Bari ha spiegato che la società, da due anni, porta avanti un dialogo costante con il Comune, chiedendo interventi considerati indispensabili per affrontare un campionato professionistico: utilizzo esclusivo del terreno di gioco e degli spogliatoi; realizzazione di una curva per aumentare la capienza e offrire prezzi popolari; incremento della potenza energetica per il corretto funzionamento dell’impianto LED. “Sono richieste minime, basilari per la Serie C. Senza un impianto dove allenarci in modo sereno, diventa difficile portare avanti un progetto duraturo”, ha dichiarato.
Dialogo con il Comune: “Da due anni aspettiamo risposte” - Il DG ha sottolineato come la società abbia sempre mantenuto un atteggiamento collaborativo, ma che la mancanza di riscontri concreti stia diventando un ostacolo alla programmazione: “Da due anni riceviamo ‘non vi preoccupate, troveremo una soluzione’. Ma per programmare abbonamenti, settore giovanile e investimenti servono certezze”.
Il passaggio più forte: “Nel medio periodo la proprietà farà valutazioni” - La frase che ha fatto più rumore è arrivata quando Di Bari ha parlato delle prospettive future: “Se la situazione non si risolve, nel medio periodo la proprietà farà delle valutazioni sulla continuità aziendale”. Ha però escluso qualsiasi rischio immediato: “Non c’è alcun pericolo a breve. La proprietà è seria, solida, e ha rispettato tutti gli impegni per l’iscrizione”.
Settore giovanile: 600 ragazzi e un progetto che rischia di frenare - Il DG ha ricordato che l’Altamura sta investendo pesantemente sul vivaio, con l’obiettivo di coinvolgere circa 600 ragazzi in tutte le categorie, dai piccoli amici alla Primavera. Ma senza un impianto utilizzabile in modo esclusivo, il progetto rischia di rallentare: “Partecipare a tutti i campionati federali richiede spazi adeguati. Così diventa complicato”.
Altre strutture? “Il Cagnazzi non è un’alternativa” - Di Bari ha escluso che il Cagnazzi possa essere una soluzione: “Non può essere un’alternativa. E comunque siamo già costretti a usare altri impianti nei comuni vicini”.
Ritiro: partenza prevista a metà luglio - Sul piano sportivo, il DG ha anticipato che il raduno inizierà intorno alla metà di luglio, con date e dettagli in via di definizione con il nuovo staff tecnico.
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