DS Vado: "Orgoglio enorme aver riportato tra i pro la prima squadra a vincere la Coppa Italia"
Paolo Mancuso, direttore sportivo del Vado, nel corso dell'appuntamento pomeridiano di A Tutta C, programma in onda dal lunedì al venerdì sulle frequenze di TMW Radio e su Il 61, ha analizzato la promozione in Serie C dei liguri.
Siete stati i primi a vincere la Coppa Italia nel 1922, nella sua edizione d’esordio. Immagino sia un grande orgoglio aver riportato tra i pro una realtà così storica.
"Beh, sì, è un motivo d’orgoglio enorme. È qualcosa di stupendo perché quando realizzi un'impresa del genere in una città come questa, te la porti dentro per tutta la vita. Rimarrà per sempre nei ricordi di una piazza curiosa e appassionata come Vado. Per me e per tutti noi è un’emozione incredibile, però adesso arriva il bello: dobbiamo farci trovare pronti per la Lega Pro. Abbiamo appena vinto, quindi a livello personale dovrò confrontarmi con il Presidente per trovare l'accordo e iniziare la costruzione della squadra. Per me è un sogno che si ripete, un po' come mi era accaduto a Sestri Levante: anche lì mancavano dai professionisti da una vita e vincere in quella piazza è stata un'emozione che non dimenticherò mai".
Quanto lavoro c’è da fare sulla rosa attuale per mantenere la categoria?
"Il nostro obiettivo primario è senza dubbio la salvezza. Siamo una cittadina di 6.000 abitanti e il Presidente farà uno sforzo importante per mantenere la categoria. È un passo che va fatto con estrema attenzione: oggi il Vado ha in rosa molti "big" per la Serie D, ma sappiamo bene che trasportare in blocco questi profili in Lega Pro può essere rischioso. Bisogna ragionare lucidamente e venirsi incontro per capire se questo gruppo, che ci ha dato tantissime soddisfazioni, può affrontare il professionismo. I costi in C sono più che raddoppiati, quindi servirà prudenza. Ci sarà un confronto stretto tra me e la società per definire il budget e capire come procedere".
Siete una realtà piccola, circondata da club importanti di Serie A e Serie B. Com’è lavorare in un contesto così competitivo a livello di vivai?
"È una situazione che ha pro e contro. Il lato negativo è che, avendo settori giovanili così forti intorno, rischi di perdere i talenti migliori già da piccolissimi. Il lato positivo, però, è che quelli che vengono considerati "scarti" dalle grandi società possono fare la nostra fortuna. Bisogna essere attenti e pronti ad attingere da queste realtà. Puntiamo molto sulla valorizzazione dei giovani e sul minutaggio. Siamo onesti: competere economicamente con i top club di Lega Pro è difficile, quindi punteremo a essere una squadra solida e concreta. Detto questo, non vogliamo smettere di sognare. La mia mentalità è quella di scendere in campo sempre per vincere, anche le partite sulla carta impossibili. Non mi piace parlare solo di "salvezza", anche se oggi il Vado deve restare coi piedi per terra; voglio che chiunque venga a giocare qui mantenga l'ambizione e il sorriso".
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