Fallimento Rimini: 7 indagati, coinvolto anche un esponente della criminalità organizzata
Nuovi sviluppi nell'inchiesta sul fallimento del Rimini Calcio. Guardia di Finanza e Polizia di Stato, su disposizione della Procura di Rimini, hanno eseguito un sequestro preventivo d'urgenza per circa 8 milioni di euro tra disponibilità finanziarie, immobili, società e crediti fiscali. Sette le persone indagate per truffa aggravata, indebita compensazione, intestazione fittizia di beni, reimpiego di capitali illeciti e bancarotta fraudolenta.
L'indagine è partita dopo il passaggio di proprietà del club nell'agosto 2025. Secondo gli inquirenti, i nuovi amministratori avrebbero estinto debiti tributari e contributivi per oltre 750mila euro utilizzando crediti d'imposta poi risultati inesistenti. Gli accertamenti hanno portato a individuare una società di Scafati, ritenuta all'origine dei crediti, e una seconda società di Caserta che ne avrebbe curato la commercializzazione.
Gli investigatori hanno inoltre ipotizzato il coinvolgimento nella gestione di fatto della società di un soggetto già indagato in un'altra inchiesta della Dda di Salerno per associazione mafiosa ed estorsione. Secondo la Procura, ulteriori operazioni avrebbero aggravato il dissesto del club, poi escluso dalla Serie C dalla FIGC il 28 novembre 2025 e successivamente dichiarato in liquidazione giudiziale dal Tribunale di Rimini.
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