FIGC, Malagò: "Se avessimo battuto la Bosnia ai rigori non sarei qui. Il 12% dei miei voti arriva dalla C"

FIGC, Malagò: "Se avessimo battuto la Bosnia ai rigori non sarei qui. Il 12% dei miei voti arriva dalla C"TMW/TuttoC.com
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di Sebastian Donzella

Prima conferenza stampa da presidente della FIGC per Giovanni Malagò. L'ex numero uno del CONI, adesso a capo della più importante federazione sportiva italiana, ha esordito con le sue priorità: "Compattare la squadra, hanno tutti una discreta personalità. C'è da impostare un discorso tecnico e sportivo, da ripristinare un rapporto con una parte della politica: sono sempre stato un convinto soggetto della managerialità sportiva. Oggi cos'è la politica? Con qualcuno di primaria importanza va ripristinato un discorso congiunto. Sono stato un quarto d'ora ad aspettare per una firma digitale che ancora non ho fatto. Per ora, almeno cinque personaggi dello Stato mi hanno chiamato ed erano persone che in queste settimane facevano il tifo per me. Questa deve essere una priorità: noi abbiamo poco tempo, loro meno. Ci sono due anni e mezzo soltanto di differenza. Poi, vanno date delle risposte ai problemi strutturali".

Malagò è stato eletto con il 68,58% dei voti: "Ho detto chiaro che tutto ciò che ci sarebbe stato dopo il 60% era importante, sapete il peso della LND. Qualcuno in Serie A si è astenuto. Un dato di fatto è che l'incidenza dei dilettanti è di un terzo che ha votato per me. Come si fa a non essere contenti? Sono arrivato al 69%, un 12% era dalla Lega Pro. Il risultato è importante".

Tra dieci giorni il primo consiglio federale a marca Malagò: "Sarà il 1^ luglio: tappa obbligata da statuto. Ci sarà la deadline per le iscrizioni ai campionati, sembra che per il primo anno non ci siano situazioni di non iscrizioni ai campionati professionistici. Sul discorso tecnico, se ci sono elementi da portare nel consiglio, si vedrà. Il tempo è clamoroso: c'è il CIO, c'è un fine settimana con San Pietro e Paolo, poi il 30 giugno è complicato. Ci lavorerò".

Sulla tanto agognata riforma e sul rapporto con la politica: "Non è che ora si risolvono i problemi. Se avessero segnato i rigori contro la Bosnia, oggi non sarei qui. Serve disponibilità a cambiare, Gravina si è tolto qualche sassolino dalla scarpa e ha sottolineato che non ha portato nessuna riforma: qualcosa si deve fare. Ho delle priorità, sennò non si fa nulla. Problema di uomini o di sistema? Entrambi. L'ha detto anche Gravina. Conoscete un altro settore in cui hai un mandato all'unanimità e non si riesce a fare nulla che tu hai proposto? La situazione è ingessata: difenderò l'autonomia dello sport. Se non si cambia, qualcuno ci metterà in condizioni di cambiare. La politica deve rispettare lo sport, al di là di tutto il resto. Che uno si debba ritrovare dei provvedimenti legislativi per nostro conto significa che non si è interessati, non si è informati al completo e si innescano delle dinamiche che non fanno bene".

Spazio anche alle multiproprietà, con le questioni legate ai De Laurentiis a Bari e a Lotito con la Reggina: "Le domande del Sindaco di Bari? Sono una persona seria, non so come uno possa pensare che una risposta ufficiale possa dare valore: quando mi ha chiamato, ci ho parlato, ma non avevo ancora cariche. C'è una norma, che non ho fatto io, ma è stata approvata. Non mi sembra che oggi questa sia la priorità: la materia è del consiglio federale. Ho chiamato Leccese, ma gli ho detto: 'Che te posso dì?', ma ci ho parlato. Lotito? Penso mi sia venuto incontro: non ti voglio lasciare solo col problema Bari, quindi ecco il mio contributo alla causa (ride, ndr)".