Salernitana, obiettivo 5 rinforzi prima della partenza per il ritiro. Si riparte da Cosmi e Faggiano
Una decisione che ha spiazzato l'intera piazza e che promette di far discutere a lungo. La Salernitana ha scelto la via della continuità, ufficializzando non solo la riconferma del direttore sportivo Daniele Faggiano, ma addirittura il prolungamento del suo contratto per un'ulteriore stagione. Una mossa societaria che ha colto di sorpresa la stragrande maggioranza dei tifosi granata, reduci da un'annata vissuta ben al di sotto delle aspettative della vigilia. Ancor di più perché mai era successo che patron Iervolino avesse rinnovato a un dirigente un contratto ancora in essere per un altro anno. Qualche perplessità era stata manifestata da alcuni dei più stretti collaboratori del patron, convinti che le tante espulsioni rimediate celassero un nervosismo di fondo del quale l’ambiente granata non ha assolutamente bisogno. I battibecchi con alcuni giornalisti e l’alterco con qualche tifoso all’esterno dello stadio dopo il derby interno col Benevento acuirono il malcontento, al punto che si pensava addirittura a un esonero. Il minimo sindacale dopo l’accesa discussione con mister Raffaele in quel di Cava dei Tirreni. A scatenare lo stupore e, in molti casi, il malumore della tifoseria è il bilancio della stagione appena conclusa. La Salernitana si presentava ai nastri di partenza con ambizioni importanti, supportate da budget di spessore e investimenti economici pesanti per la categoria. Nonostante l'esborso finanziario, però, i granata non sono mai stati realmente in corsa per la vittoria del campionato, navigando in acque anonime e offrendo prestazioni altalenanti. Il distacco dalle posizioni di vertice ha certificato il fallimento dell'obiettivo massimo, lasciando l'amaro in bocca a una piazza che sognava ben altro tipo di torneo.
Nel mirino della critica sono finite inevitabilmente le scelte strategiche del direttore sportivo. A Faggiano viene contestata una gestione del mercato ritenuta fallimentare in diversi passaggi chiave. Anzitutto acquisti onerosi ma poco funzionali; molti dei calciatori arrivati a Salerno a fronte di cifre importanti non hanno reso secondo le aspettative, faticando a integrarsi o finendo spesso in panchina. Inglese e Capomaggio sono i due esempi principali. E poi la mancanza di equilibrio nella rosa. Più volte, nel corso dell'anno, l'organico è sembrato privo di valide alternative in ruoli chiave, scoprendo il fianco a critiche sulla costruzione complessiva della squadra. A fronte di questi passi falsi, parte della tifoseria si aspettava una rivoluzione o, quantomeno, un cambio di guida tecnica nel settore dirigenziale per tracciare una linea di discontinuità con il recente passato. Il rinnovo suona dunque come una scommessa forte: Faggiano avrà ora il compito di dimostrare che gli errori del passato sono serviti da lezione, ricostruendo una Salernitana capace di capitalizzare al meglio le risorse economiche per dare finalmente l'assalto ai traguardi che la piazza merita. E, pur avendo una discreta base di partenza, è evidente serva una mezza rivoluzione. Ai granata mancano due portieri, almeno un difensore centrale di grande spessore, un esterno destro, un’alternativa a Villa a sinistra, due centrocampisti, un trequartista che sappia saltare l’uomo e un altro bomber. Due se – come pare- Lescano sarà messo in discussione su indicazione di uno staff tecnico capitanato dal riconfermato Cosmi. Allenatore che ha instaurato un ottimo legame con la piazza, ma che ora è chiamato a dare un gioco alla squadra e non solo a trasmettere grinta.
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