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Fontana: "Ci vuole pazienza per arrivare al risultato. Il Catanzaro è un esempio"

Fontana: "Ci vuole pazienza per arrivare al risultato. Il Catanzaro è un esempio"TMW/TuttoC.com
© foto di Giuseppe Scialla
Oggi alle 11:45Primo piano
di Matteo Ferri

Gaetano Fontana, ex tecnico di Gubbio e Casertana, tra le altre, è stato ospite di 'A Tutta C', trasmissione in onda su TMW Radio iL61, per parlare della finale playoff di Serie C e non solo.

Che doppia finale si aspetta tra Union Brescia e Ascoli?
"Sono due compagini forti, il Brescia ha cambiato denominazione ma rimane una piazza storica che prosegue una tradizione sportiva. Si affrontano due squadre dalla grande cultura calcistica ed è un peccato che una delle due debba rimanere in C. Entrambe hanno fatto un percorso incredibile, sono tutte e due nate in netto ritardo rispetto alle altre concorrenti ma sono riuscite a trovare una continuità nel lavoro che le ha portate a giocarsi questa grande chance".

C'è una favorita?
"Il cuore mi direbbe Ascoli, ma i dettagli faranno la differenza. Io ho avuto la fortuna e la sfortuna di vivere situazioni del genere e capisco che, non sempre, la favorita riesce a spuntarla. Arrivati a questo punto è veramente difficile trovare una favorita".

La stagione del Catanzaro è da 10
"Devo fare un plauso alla società e allo staff tecnico perché, se tutto questo percorso si è potuto verificare, è stato anche grazie alla capacità della società di tenere duro nei momenti iniziali, quando i risultati non arrivavano. Hanno capito che Aquilani poteva essere l'allenatore ideale per il loro progetto e poi hanno raccolto i frutti del lavoro. Ovviamente, come tutti i catanzaresi, siamo arrivati ad un soffio dalla promozione e poi è sfumata".

A livello personale, cosa bolle in pentola?
"Questo è il momento delle chiacchiere, di concreto c'è poco. L'anno scorso ho fatto una scelta precisa, nonostante i tanti abboccamenti. Ringrazio chi mi ha contattato, ma ho preferito aspettare e ora mi auguro di poter ripartire dall'inizio perché sarebbe fondamentale partire con un progetto fin dal principio, lavorando in una certa maniera".

In Italia c'è sempre la tendenza a scaricare tutte le colpe sull'allenatore, la pazienza non è molta
"Purtroppo sì, anche se Catanzaro ha dimostrato che si può fare diversamente. Lo scorso anno la società ha supportato Caserta e ha centrato i playoff nonostante le difficoltà iniziali. Quando si va ad individuare un allenatore che ha delle caratteristiche, lo si vede lavorare in campo e la squadra lo segue, i risultati non tardano ad arrivare. A volte, però, ci lasciamo prendere dagli umori della piazza ma non sempre questo porta ad un risultato positivo. Per questo c'è da fare i complimenti alla famiglia Noto perché, ragionando come loro, si spendono meno soldi e si ottengono più risultati. Scegliere i dirigenti e i professionisti giusti è la base per creare una struttura aziendale solida".