Guidonia, Malomo: "11 mesi durissimi, si chiude il cerchio. Il gruppo mi ha tenuto in piedi"

Guidonia, Malomo: "11 mesi durissimi, si chiude il cerchio. Il gruppo mi ha tenuto in piedi"TMW/TuttoC.com
Alessandro Malomo
© foto di Paolo Baratto/Grigionline.com
Oggi alle 20:45Primo piano
di Valeria Debbia
Il difensore del club laziale dopo il ritorno in campo contro la Pianese: “Raggiunte le 400 presenze, ma la gioia più grande è la vittoria”.

Il rientro di Alessandro Malomo, difensore centrale del Guidonia Montecelio, ha emozionato tutti: i tifosi - nel match vinto contro la Pianese - hanno visto “uno di loro” tornare in campo. «Come l'ho vissuta? Intanto grazie. È stata un’emozione enorme. Per me è stato un periodo molto difficile: alla mia età, dopo tante battaglie, ricevere un infortunio del genere è dura. Il ginocchio aveva già dei problemi e undici mesi tra riabilitazione e allenamenti da solo sono stati pesanti. Ma si è chiuso il cerchio: l’infortunio era arrivato proprio contro la Pianese, in casa, esattamente undici mesi fa. Sono contentissimo di aver dato una mano, anche per pochi minuti. Una cosa che non dimenticherò mai è che entrando in campo Stefano (Esempio, ndr) mi ha detto: “Viniciamo anche per te”. Sapevano quanto fosse importante per me. E ho raggiunto anche le 400 presenze tra i professionisti: un traguardo bello ed emozionante. La cosa più bella, naturalmente, è che abbiamo vinto».

Malomo ha spiegato quali sono i suoi obiettivi personali per questo rientro. «La carriera di un giocatore ha un percorso: parte in un modo e poi si evolve. I miei obiettivi sono aiutare il più possibile la squadra e i ragazzi. Sono il più grande, quindi mi sento anche il più “saggio”, se si può dire. Mi piace pensare che possano trovare in me una spalla nei momenti difficili, un consiglio da uno che ne ha viste tante. Voglio trasmettere mentalità vincente e dare sempre l’esempio: se dai l’esempio sei credibile, se giudichi soltanto non va bene. Voglio dare il mio 100% ogni giorno. A me, sinceramente, fare 10, 20 o 40 partite cambia poco: voglio aiutare questa società giovane che sta crescendo tanto. I ragazzi mi danno energia: vado al campo con un sorriso enorme».

Ma qual è stato il momento più difficile di questi undici mesi? «La squadra viene prima di tutto. Il gruppo è fondamentale per raggiungere qualsiasi obiettivo: salvezza, playoff o campionato. L’appoggio dei compagni è stato decisivo, anche nei momenti più duri, come il giorno in cui in ospedale ho scoperto di essermi rotto il ginocchio. Ho percepito tanto affetto, forse perché per loro sono come un fratello maggiore. Anche ora, che ho giocato poco, cerco di essere credibile per dare consigli e una mano, anche per uno, due o cinque minuti. Se tutti danno una mano vera e sincera, gli obiettivi arrivano più facilmente».

Malomo ha vissuto tanti spogliatoi: «Questo gruppo dove può arrivare? Siamo un bel gruppo: ci piace stare insieme e stiamo bene insieme. Questo deve trasformarsi in campo, nel volere il meglio l’uno per l’altro. Essere pronti a difendersi insieme e a esultare se un compagno gioca al posto tuo e segna. Qualche anno fa ho vinto il campionato con il Südtirol: eravamo forti, ma soprattutto eravamo un gruppo incredibile. La panchina era come una curva. Questo gruppo ha tanti giocatori nuovi, ma ho tanta fiducia. La Serie C è difficilissima: ogni domenica gli equilibri cambiano con poco. Se trasformiamo la forza del gruppo in campo, possiamo fare molto bene».