Intervista TC

Livorno, senti Cannarsa: "Hai un pubblico da Sud ma devi strutturarti meglio. Ai playoff credici"

Livorno, senti Cannarsa: "Hai un pubblico da Sud ma devi strutturarti meglio. Ai playoff credici"TMW/TuttoC.com
© foto di Federico De Luca
Oggi alle 17:30Primo piano
di Sebastian Donzella
fonte intervista a cura di Raffaella Bon

Juriy Cannarsa, ex calciatore e tecnico delle giovanili del Livorno, con oltre un decennio in amaranto, ai microfoni di TuttoC.com ha analizzato la situazione dei labronici.

Cosa significa indossare la maglia amaranto?
"Ovviamente chi l'ha indossata come me in un percorso importante, con vittorie di campionati, le dà un'importanza maggiore, probabilmente, rispetto a chi  ci sta di passaggio, Una maglia, e una squadra, dal blasone importante. Considerato, per collocazione geografica, come un team del Nord ma che, in realtà, ha il calore della squadra del Sud. Di conseguenza l'attaccamento alla maglia deve essere uno degli aspetti principali, soprattutto perché il pubblico ci tiene molto a questo".

Quanto incide il pubblico del "Picchi" nelle prestazioni della squadra?
"Anche in D il pubblico c'è sempre stato perché, come detto, il calcio è molto sentito e molto amato in questa città. Credo che si faccia sentire soprattutto in queste categorie inferiori. In caso di serie B ci dovrebbe essere molto più pubblico ma credo che nel caso di promozione ce ne sarà sicuramente".

Quanto è importante la mentalità in una piazza ambiziosa come Livorno?
"È fondamentale, non solo a Livorno. Ma a Livorno in particolare il pubblico apprezza tanto l'attaccamento alla maglia, il dimostrare costantemente sul campo di dare sempre il 100% e di non accontentarsi mai, a prescindere dal risultato".

Come vede il momento dei labronici?
"Dal cambio di allenatore si è visto proprio un cambio di marcia. E soprattutto c'è molta più serenità: i giocatori vanno in campo con meno stress. Forse all'inizio della stagione c'erano troppe aspettative. Parliamo di una squadra costruita per fare i playoff che, adesso, sta facendo il cammino che merita. E che potrà giocarsela negli spareggi promozione. È tra le squadre meglio allestite tra quelle che dovrebbero partecipare ai playoff, potrebbe regalarci una bella sorpresa".

Tra i giocatori chi ti impressiona di più?
"Sicuramente gli attaccanti, che stanno facendo la differenza. Riescono a trascinare il resto della squadra".

Chi vedi favorita per la salita?
"Sicuramente l’Arezzo per struttura societaria. Ma anche per le grandissime capacità del loro allenatore, davvero molto bravo, molto preparato e sempre  sul pezzo. E poi l'allestimento della squadra: è stata costruita pezzo dopo pezzo per vincere. Quindi sono tre componenti fondamentali per poter fare il salto di categoria".

Girone B considerato molto equilibrato, cosa lo rende competitivo?
"La presenza di tante squadre tecniche del Nord con la mentalità del Sud. Non a caso quelle più in difficoltà sono quelle che mancano di fame agonistica. Per funzionare bene una squadra di questo girone deve saper mixare bene l'aspetto tattico, quello tecnico e soprattutto quello caratteriale: le partite si vincono con la mentalità giusta".

Cosa manca al Livorno per fare il salto di categoria?
"Sul campo penso niente. Ovviamente non è a livello dell'Arezzo ma, secondo me, servirebbe organizzarsi meglio a livello societario. La mia critica è costruttiva, ovviamente, e riguarda il fatto che c'è stata troppa confusione. Ora vedo più serenità anche a livello societario ma bisogna mettere in organico più figure che possono lavorare in base alle proprie competenze, evitando di avere persone che si occupino di più aspetti diversi. Per evitare, così di lavorare in maniera approssimativa su più aspetti, concentrandosi ognuno sul suo. Questo input deve partire dall'alto, dal presidente. E, ovviamente, oltre a una struttura societaria di categoria serve anche avere un centro sportivo: diventa fondamentale se vuoi crescere come società e vuoi puntare al salto di categoria".