TMW Radio

Logiudice: "Ronaldinho al Ravenna? Operazione di marketing, in C bisogna correre"

Logiudice: "Ronaldinho al Ravenna? Operazione di marketing, in C bisogna correre"TMW/TuttoC.com
Pasquale Logiudice
Oggi alle 11:00Primo piano
di Valeria Debbia
L'esperto direttore analizza la terza serie: "Il Potenza meritatamente in testa. Catania e Salernitana? Le rivoluzioni continue non portano benefici".

Pasquale Logiudice, direttore esperto ex tra le altre di Cavese e Messina, è stato ospite di 'A Tutta C', trasmissione in onda su TMW Radio e iL61, analizzando il ritorno i temi caldi della terza serie.

Partiamo da un tema che sta facendo discutere. Fra dieci giorni, il 15 novembre, Ronaldinho tornerà in campo con la maglia del Ravenna nel derby contro il Forlì. Da uomo di calcio, come valuta questa operazione?

"È un’operazione prevalentemente di marketing. Ronaldinho, chiaramente, attira tutte le attenzioni possibili e immaginabili. Credo però che la Serie C abbia bisogno soprattutto di giocatori freschi e pronti dal punto di vista atletico. Non so come stia oggi Ronaldinho sotto questo aspetto, ma in Serie C bisogna correre. È sicuramente un’operazione affascinante, che richiama tanti ricordi, però non so quanto possa incidere realmente sulla causa tecnica. Va ricordato che il Ravenna è stato costruito per competere ai vertici con squadre come Reggiana e Spezia".

Ronaldinho ha dichiarato di voler segnare il gol numero 300 con la maglia del Ravenna. In molti sostengono che, se avesse avuto la mentalità di un Cristiano Ronaldo, avrebbe potuto raggiungere traguardi ancora più alti.

"Credo che, se Ronaldinho avesse avuto la stessa mentalità, la stessa cattiveria agonistica e la stessa volontà di Cristiano Ronaldo, considerate le sue qualità naturali oggi staremmo parlando di lui allo stesso livello di Maradona, Pelé o Messi".

Passiamo al Girone C. In testa c’è un Potenza che forse sorprende soltanto chi guarda la classifica con superficialità. Dodici giornate non sono poche e i numeri parlano di una squadra molto solida. Quanto c’è di reale in questo percorso?

"A inizio stagione avevo detto che non vedevo nel girone una corazzata come il Benevento, il Catanzaro, il Bari o la Ternana degli anni passati, squadre che avevano dominato il campionato. Effettivamente si sta verificando proprio questo scenario. Ne stanno approfittando club come il Potenza, che da anni lavorano bene. Hanno un direttore sportivo preparato, che conosce la categoria, e hanno dato continuità alle idee di gioco degli allenatori. Sono stati bravi a inserire i giocatori giusti ogni anno. Oggi il Potenza è meritatamente in testa".

E contemporaneamente stanno mancando all’appello alcune delle squadre più attese.

"Esatto. Il bello del calcio è che alla fine parla sempre il campo. Stanno mancando soprattutto Catania e Salernitana. Sono società che hanno cambiato molto e non è mai semplice ricominciare ogni anno con numerose novità. Queste rivoluzioni continue, a mio avviso, spesso non portano benefici".

Restiamo sui grandi club. Quanto possono incidere sulle prestazioni di una squadra le difficoltà societarie, come una proprietà in vendita o un ambiente in costante contestazione?

"Sicuramente la pressione influisce, soprattutto in piazze importanti. Però il calciatore tende spesso a costruirsi degli alibi. Situazioni di incertezza societaria possono diventare una giustificazione ulteriore per spiegare risultati che magari hanno altre cause. Dal punto di vista tecnico, comunque, non vedo né Catania né Salernitana come autentiche corazzate".

Torniamo al Girone B. Il Ravenna sta inseguendo, ma davanti c’è uno Spezia che sembra inarrestabile. Può davvero mantenere questi ritmi fino alla fine?

"Innanzitutto considero il Girone B il più competitivo dei tre. Anche squadre che occupano posizioni basse di classifica hanno organici importanti. Penso al Gubbio, ma anche a Grosseto, Livorno, Pescara e Perugia. È un girone molto difficile".

E sullo Spezia?

"Credo che lo Spezia abbia tutte le caratteristiche per arrivare fino in fondo e vincere il campionato. Ha una dirigenza di grande esperienza e ha avuto il coraggio di puntare su un allenatore che arrivava da una retrocessione, ma che aveva comunque fatto vedere ottime cose. È una scelta che richiede competenza e personalità. Oltre a essere una grande squadra, oggi lo Spezia esprime anche un buon calcio".

Nel Girone A, invece, assistiamo al duello tra Cittadella e Union Brescia. Si aspettava una partenza così forte del Cittadella?

"In realtà la vera sorpresa non è il Cittadella. È una società che lavora sempre con continuità. L’anno scorso ha preferito consolidarsi senza fare investimenti eccessivi, poi ha aggiunto giocatori importanti a una base già valida. Inoltre ha un direttore come Stefano Marchetti, uno dei più esperti del panorama italiano. Credo che renderà la vita molto difficile al Brescia".

E il Trento può inserirsi nella lotta?

"Sta lavorando bene da qualche anno e ha costruito squadre competitive. Lo vedo però un gradino sotto rispetto a Cittadella e Brescia".

Chiudiamo parlando di lei. Il suo nome è stato accostato a diverse società. Quando la rivedremo in pista?

"Questo non lo so. Di sicuro ho voglia di tornare in gioco. Negli ultimi quattro anni mi sono sempre rimesso in discussione e credo di aver raggiunto risultati importanti, tra vittorie di campionato e salvezze molto difficili. Però le scelte spettano ai presidenti. Io posso solo farmi trovare pronto".

Ci sono stati contatti recenti?

"Qualche approccio c’è stato, ma oggi ci sono tanti direttori sportivi e ogni situazione segue dinamiche particolari. Io continuo a seguire il calcio, a studiare e a farmi trovare pronto. Poi vedremo cosa riserverà il futuro".