Spezia, Turati tra presente e futuro: "Gli obiettivi non si cambiano dopo 2 mesi"

Spezia, Turati tra presente e futuro: "Gli obiettivi non si cambiano dopo 2 mesi"TMW/TuttoC.com
Marco Turati
Oggi alle 11:40Primo piano
di Valeria Debbia

Marco Turati, tecnico dello Spezia, si racconta a tutto campo in un'intervista concessa a La Nazione, toccando temi che vanno dalla filosofia calcistica al legame con l'ambiente spezzino, passando per il percorso che sta portando avanti con uno Spezia tra le sorprese della stagione.

Tra i passaggi più interessanti c'è quello relativo alle prospettive della squadra. Nonostante i risultati abbiano acceso l'entusiasmo della piazza, il tecnico invita a mantenere equilibrio e realismo, ricordando come il progetto sia nato con presupposti ben precisi.

«Siamo partiti per far crescere questi ragazzi e meritarci l’affetto della gente, gli obiettivi non si cambiano dopo due mesi. Il nostro percorso fino a questo momento del campionato è stato buono, ci sono ancora grandissimi margini di miglioramento, dobbiamo concentrarci su questo. Guardare ora la classifica può toglierci spensieratezza e entusiasmo».

Parole che rappresentano una sorta di manifesto programmatico e che, indirettamente, offrono anche una lettura in chiave mercato e progettuale: nessuna corsa a modificare aspettative o strategie, ma la volontà di proseguire lungo una linea tracciata fin dall'inizio della stagione.

Nel corso dell'intervista, Turati ha inoltre attribuito molti meriti alla costruzione della rosa operata dal direttore sportivo Guido Angelozzi: «Quella era una squadra forte costruita per vincere, noi nel nostro piccolo siamo un altro Spezia creato in modo miracoloso da Angelozzi, con una connotazione giovanile».

L'allenatore ha poi ribadito il forte rapporto instaurato con la città e con i tifosi bianconeri, che considera una delle principali risorse del club: «Quella spezzina è una tifoseria eccezionale che molti ci invidiano. Avere al proprio fianco supporter così calorosi dopo una retrocessione è qualcosa di unico e emozionante».

A livello personale, Turati si definisce «un eterno insoddisfatto» e individua in Gian Piero Ventura e Maurizio Sarri i tecnici che più hanno influenzato la sua crescita professionale. Un capitolo a parte è dedicato a Vincenzo Italiano, ex compagno di squadra e amico di lunga data: «Con Vincenzo ho mantenuto un ottimo rapporto, siamo molto amici perché entrambi siamo persone semplici».

Tra i temi affrontati anche quello del calcio moderno. Il tecnico spezzino ha accolto con soddisfazione chi vede nello Spezia una squadra capace di mettere ancora al centro valori e appartenenza: «Penso che questo sia il più bel complimento ricevuto ad oggi. Anch’io sono figlio di un calcio romantico, credo che noi dobbiamo portare gioia alla gente. Tra vent’anni ci ricorderemo delle emozioni vissute insieme, noi vogliamo creare qualcosa di bello con la gente di Spezia».

Non manca infine un riferimento all'affetto della tifoseria e a quel soprannome, "capo ultras", che gli viene spesso attribuito per il suo temperamento in panchina: «Le mie esultanze al termine delle partite sono il mio modo di ringraziare i tifosi».

Insomma, dall'intervista emerge il profilo di un allenatore fortemente legato ai valori del gruppo e alla crescita dei giovani, determinato a mantenere lo Spezia concentrato sul percorso senza lasciarsi trascinare dai facili entusiasmi.