Longo: "Catania deve dominare, senza scorciatoie. Qui per meritare questa piazza"
L’arrivo di Emilio Longo sulla panchina del Catania segna l’inizio di un nuovo ciclo tecnico. Il mister, presentato alla stampa, ha illustrato con chiarezza la propria visione: un calcio dominante, identitario, coraggioso, costruito su principi solidi e su una cultura del lavoro che non ammette scorciatoie.
Ringraziamenti e prime sensazioni: «Sono qui grazie ai miei calciatori»
Longo ha aperto la conferenza con un pensiero rivolto al passato recente: «È doveroso ringraziare la famiglia Vrenna, il presidente e il direttore generale per il supporto nei due anni trascorsi. Ringrazio i miei calciatori: se oggi rappresento un club così importante è grazie alla loro disponibilità e dedizione. Il gioco che abbiamo espresso ha attirato l’attenzione di una società come il Catania, che mi dà la possibilità di guidare questi colori verso traguardi ambiziosi».
Filosofia di gioco: «Dominare gli avversari, palleggiare, destabilizzare. Ma senza giudicare il passato»
Il nuovo tecnico ha chiarito subito la propria identità calcistica: «Condividiamo un’idea di calcio che punta a dominare gli avversari, palleggiare, sapere quando attaccare in velocità e quando farlo attraverso il possesso. È ciò che avete visto negli ultimi anni quando sono venuto qui da avversario».
Nessuna contrapposizione con il lavoro precedente: «Non giudicherò mai ciò che è stato fatto prima. Nel calcio si può vincere in tanti modi. Ho grande stima per Mimmo Toscano e gli auguro il meglio».
La rosa: «Valuterò tutti. Nessun pregiudizio, nessuna esclusione preventiva»
Longo ha ribadito che ogni elemento sarà valutato con attenzione: «Nei prossimi 10-15 giorni valuterò tutti. Se dicessi oggi che servono tre o dieci giocatori, significherebbe che ho già deciso chi non farà parte del progetto. Non sarebbe leale».
Sulla transizione tattica: «Se prima si giocava a tre e ora probabilmente a quattro, è una questione di sovrannumero, non di giudizio. Valuterò tutto senza preclusioni».
Donnarumma e Casasola: «Nessuna preclusione. Vedremo la loro disponibilità»
«Casasola due anni fa ha giocato a quattro a Terni. Vedremo se potrà farlo anche qui. Vale lo stesso per Donnarumma. Fra due settimane avremo un quadro più chiaro».
Preparazione e caldo: «Ci temprerà. Pensiamo a ciò che abbiamo, non a ciò che manca»
Il tema delle alte temperature non preoccupa il mister: «Il 23 agosto farà caldo allo stesso modo. Questi 14 giorni ci tempreranno».
Poi la descrizione del metodo: «Abbiamo strutturato il lavoro nel modo migliore: briefing mattutino, colazione, palestra allestita dalla proprietà, primo allenamento, pranzo insieme, recupero, secondo allenamento e cena. Non ci alleneremo al Cibalino perché non è nelle condizioni ideali. Lavoreremo allo stadio, che è in ottima forma».
E un messaggio chiaro alla piazza: «Pensiamo a ciò che abbiamo, non a ciò che manca. Il 90% delle squadre di Serie C farebbe la fila per allenarsi qui».
Identità Catania: «Coraggio di Sant’Agata, cura dell’elefante. La storia non è una zavorra»
Longo ha mostrato grande sensibilità verso la città: «La fama di questa città c’è stata prima di Longo e ci sarà dopo Longo. Io devo meritarla. Vorrei che la squadra avesse il coraggio di Sant’Agata e che io avessi la cura dell’elefante, simbolo della città».
E ancora: «La storia non deve essere una zavorra, ma un elemento che velocizza la vittoria. Non prometto il domani: prometto ciò che faccio oggi per migliorare la squadra».
Zoccolo duro e ringiovanimento: «Giovani e vecchi? Conta la mentalità»
«Mi auguro che lo zoccolo duro sia anche più ampio dei cinque nomi citati. Il ringiovanimento non deve essere solo anagrafico, ma mentale: ci sono giovani vecchi nella testa e vecchi giovani nella testa».
Possibili innesti dal Crotone: «Vedremo cosa dirà il mercato»
«Ho allenato calciatori disponibilissimi, che ringrazierò sempre. Alcuni possono ambire a campionati importanti. Vedremo cosa dirà il mercato».
Identità tattica: «Umiltà in non possesso, ambizione nel gioco. Niente scorciatoie»
«Mi immagino un Catania umile e ambizioso. L’umiltà nella fase di non possesso: recuperare subito palla, andare a prendere gli avversari con coraggio. L’ambizione nel raggiungere il risultato attraverso il gioco, senza scorciatoie».
Sulla costruzione dal basso: «Non sarà fine a se stessa. Se ci pressano uomo su uomo, verticalizzeremo. Se ci aspettano, palleggeremo. Non chiedo cose difficili: esistono cose che si sanno fare e cose che si vogliono fare».
Settore giovanile: «Sarò presente agli allenamenti. Voglio che sognino la maglia del Catania»
«Sarò presente agli allenamenti di Under 18 e Primavera. Vorrei organizzare amichevoli settimanali utili alla crescita. Mi auguro che i ragazzi del settore giovanile sognino di giocare nel Catania, non di andare via».
Il caso Foggia: «Non ho mai dato alcuna parola. Il Catania mi ha convinto con la modalità del colloquio»
Il passaggio più atteso della conferenza riguarda la voce circolata nei giorni precedenti su una presunta promessa al Foggia. Longo è stato chiarissimo:
«Non ho dato nessuna parola e non ho fatto nessuna intervista in quella realtà. In quel momento ero sotto contratto con il Crotone: per rispetto alla famiglia Vrenna non avrei mai rilasciato dichiarazioni senza l’ufficio stampa».
Poi la spiegazione del perché ha scelto Catania: «Mi è piaciuta la modalità del colloquio: molto anglosassone, profondo, non solo tecnico. Il convincimento è facile: ti cerca Catania, ti cerca il meglio possibile, ti cerca una società che avrà uno dei migliori centri sportivi d’Italia. Catania oggi è il meglio che un allenatore possa aspettarsi, non solo in Serie C».
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