Marani: "Lega Pro investe più di tutti sui giovani calciatori"
Matteo Marani, Presidente della Lega Italiana Calcio Professionistico, è intervenuto durante audizione davanti alla commissione cultura: "Il Decreto Legge in esame interviene in maniera strategica per il futuro dello sport italiano, con riferimento ai grandi eventi internazionali, alla possibilità socioeconomica. Si tratta di un percorso che la Lega Pro non può non guardare con grande favore, nella condizione del rafforzamento del sistema calcio e in una visione complessiva, capace di coniugare capacità gestionale, capacità di investimento e valorizzare le persone. Un intervento normativo che potrerebbe più stabilità, non solo per le società professionistiche ma per l'intero sistema calcio. La Lega Pro è la categoria che, più di ogni altra, accompagna la crescita dei giovani calciatori e delle giovani calciatrice e che mantiene puliti i legami con 60 territori, conoscono bene il legame tra questa realtà e i territori e le città. Bisogna continuare a riconoscersi nel patrimonio sportivo, educativo e sociale: si parla di formazione, inclusione e responsabilità. Riguarda il percorso intrapreso sulla sostenibilità, ha introdotto da quest'anno la Salary Cup e controlli sempre più importanti sui numeri dei club: scusate se insisto su questo, ma per noi è prioritario perché solo così si possono introdurre nuovi talenti, investendo sui vivai e dando continuità sui percorsi intrapresi. Abbiamo varato la Riforma, che porta il nome del nostro Vice-Presidente Gianfranco Zola: il rapporto rispetto allo scorso anno ha visto una crescita, nel Settore Giovanile: da 305 a 333 unità delle strutture, gli allenatori per i portieri sono aumentati del 5% così come lo staff del medico sanitario, superando le due unità. Sono aumentati anche i numeri delle squadre partecipanti nei tornei giovanili, con un 10% in più: questi numeri ci dimostrano che il percorso intrapreso sta già producendo risultati importanti nel movimento calcistico italiano.
Alla luce di questi risultati, è importante sostenere la riforma Zola, considerato un pilastro fondamentale per lo sviluppo del calcio giovanile italiano. Non può essere valutato nel breve periodo, ma la crescita è continua e duratura. Il meccanismo economico rende anche sostenibile il progetto, con un sistema stabile di incentivi: se una società investe su allenatori e ragazzi, non possiamo impegnarci per 2-3 anni: serve tempo, in questo momento abbiamo bisogno di un appoggio strutturale. Anche i dati sul minutaggio sono importanti: i giovani italiani trovano maggior spazio, con gli Under 21 in campo al 90% nel nostro campionato. Non si tratta di un dato statistico ma di una dimostrazione concreta del lavoro svolto, favorendo stili di vita sani. In questa prospettiva l'esperienza della Serie C ha sempre sostenuto anche il calcio femminile insieme a quello maschile. Investire nella Serie C significa investire nella filiera più importante dello sviluppo del calcio giovanile: ringraziando il Ministro dello Sport, Adobi, ma vogliamo chiedere di poter prevedere un emendamento rispetto a questo Decreto Legge. Invieremo già oggi una bozza di emendamento su ciò che è necessario sulla lunga durata di questi investimento".
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