Intervista TC

Morrone: "Riforma Zola è l'unica misura concreta a favore dei giovani in Italia"

Morrone: "Riforma Zola è l'unica misura concreta a favore dei giovani in Italia"TMW/TuttoC.com
Oggi alle 10:00Interviste TC
di Raffaella Bon

In esclusiva per i microfoni di TuttoC.com, il Presidente Direttori Sportivi e Collaboratori ADICOSP Alfonso Morrone ha commentato il nuovo DL Sport e gli effetti della Riforma Zola: "La scorsa settimana sono stato audito alla VII Commissione della Camera sul DL 108 che deve essere convertito in legge. Ho apprezzato la volontà politica di voler supportare il professionismo femminile ma ritengo una misura iniqua quella di “trasferire” l’1% dei ricavi derivanti dai diritti audiovisivi della serie A dalla FIGC alla Divisione Serie A Femminile. Parliamo di circa 10 milioni di euro che la nostra federazione li destinava allo sviluppo del calcio giovanile e delle infrastrutture sportive. Gran parte di questi soldi andavano  alla Lega Pro per finanziare la Riforma Zola, alla Lnd per lo Sportello Unico e al Settore Giovanile e Scolastico. Leggendo il testo del Decreto di fatto queste risorse tornavano ai maggiori club di Serie A che hanno le loro squadre femminile che giocano in serie A visto che solo il Como Women, la Ternana ed il Napoli non hanno la sezione maschile. In audizione ho definito questa iniziativa come un Robin Hood al contrario. In questi giorni ho letto dell’incontro tra il Presidente Matteo Marani, il suo Vice Gianfranco Zola ed il Ministro Andrea Abodi che hanno raggiunto un accordo riconoscendo lo 0,5 per cento alla Riforma Zola che è giusto ricordare che al momento è l’unica misura concreta attuata dalle istituzioni calcistiche a favore del calcio giovanile italiano. L’altro 0,5% andrà si ai club di serie A femminile ma dovranno essere investiti nei settori giovanili. Ora attenderemo il passaggio parlamentare per la conversione in legge. Adicosp ha depositato le propria memoria proponendo anche misure strutturali a supporto della sostenibilità economica nel calcio. Chi ha voglia di consultarla basta andare sul sito della Camera dei Deputati e cliccare sulla VII Commissione".

Quali cambiamenti porterà la Riforma Zola?
"Come detto prima la Serie C si è confermata come un grande laboratorio di idee al servizio del calcio italiano. Nel passato vorrei ricordare due sperimentazioni che poi sono state attuate definitamente da tutti: i tre punti a vittoria e i Play Off. Bisogna dare atto al Presidente Marani che negli ultimi anni ha dato un grande slancio alla categoria dando una grande visibilità e coinvolgendo brand importanti che hanno contribuito a dare ossigeno alle casse dei club. La Riforma Zola contribuisce concretamente a valorizzare i settori giovanili che per alcuni club sono ancora considerati costi e non risorse. Questa riforma incentiva le società ad investire nei propri settori giovanili perché appunto premia chi valorizza i talenti cresciuti in casa. Credo che se rivedessimo anche la questione dei vincoli la Riforma Zola  sarebbe ancor più premiante. Voglio sottolineare anche il Salary Cap introdotto da quest’anno dal Presidente Marani e che rappresenta un’altra misura a favore della sostenibilità dei club".

Con il DL Sport, la Serie C torna ad essere considerata dopo tanto tempo
"Ottenere lo 0,5 per cento dopo un incontro con il Ministro rappresenta una conquista importante da parte della Lega Pro e sta a significare che finalmente anche la terza serie ha la sua importanza “politica” all’interno delle istituzioni statali e sportive. Se la politica si mette al servizio dello sport si possono ottenere grandi cose. Lo dico anche in qualità di Capo Dipartimento Sport di Azione".

Manca un mese all'inizio del prossimo campionato di Serie C. Che stagione dobbiamo attenderci?
"È ancora presto per fare griglie di partenza per il prossimo campionato. Se si confermano i gironi degli scorsi anni vedo quello settentrionale ad appannaggio dell’Union Brescia. Il blasone della piazza e le ambizioni del Presidente Pasini, sono convinto, saranno determinanti per il ritorno tra i cadetti delle rondinelle. In questa prima fase di mercato sto vedendo il Treviso che si sta muovendo molto bene e credo che potrebbe essere una lieta sorpresa. Dico sorpresa perché è una neopromossa ma la piazza merita sicuramente categorie più alte visto il suo illustre passato. Credo che il girone meridionale sarà quello più avvincente. Leggere Bari, Catania e Salernitana e Crotone ai nastri di partenza sembra una serie A di alcuni anni fa. Sicuramente non mancheranno le sorprese come il Casarano lo scorso anno".

A Foggia si attende solo l'ufficialità per il ritorno in Serie C
"La riammissione del Foggia arricchisce il roster del girone C. Credo che la società non commetterà gli errori dello scorso anno ed il presto ritorno nei professionisti potrebbe dare un ulteriore slancio verso un campionato da protagonista. Lo auspico perché parliamo di un’altra piazza calcistica con una grande tradizione alle spalle".

Nelle scorse settimane si è parlato di un suo possibile ritorno dietro la scrivania di club di Serie C
"Negli ultimi anni grazie a Adicosp e altri incarichi che ho ricoperto e che sto ricoprendo ho avuto molte soddisfazioni professionali. Da un po’ di tempo però sento sempre più la mancanza di lavorare in un club. Molti mi vedono come una figura istituzionale ma se trovassi una situazione che mi intrighi non esiterei a tornare in campo. Ora mi vedo più come Direttore Generale perché con il tempo ho  accumulato competenze in tal senso. Non ti nascondo che recentemente un paio di società di Serie C avevano chiesto la mia disponibilità, ma sono poi sparite. Una neopromossa per alcuni giorni si è avvalsa delle mie competenze principalmente nel passaggio dai dilettanti ai professionisti. Anche qui il presidente dopo alcuni giorni “intensi” non l’ho più sentito. Credo che in queste circostanze oltre alle questioni calcistiche viene meno la buona educazione. Nei vari colloqui avuti con il Presidente Marani si è parlato spesso della necessità di dare importanza alla formazione dei dirigenti. Poi bisogna sensibilizzare i presidenti a scegliere i propri collaboratori su basi meritocratiche. La serie C si è emancipata ma molti club sono ancora ancorati a vecchi modelli gestionali dove si dà importanza ai signor si o agli amici degli amici. Concludo con una frase di Steve Jobs “Non ha senso scegliere persone intelligenti e poi dire cosa fare. Noi assumiamo persone intelligenti affinché ci dicano cosa fare”. Vogliamo veramente dare uno slancio al calcio italiano? Partiamo da questi principi".