Intervista TC

Zichella: "Riforme? Non ho in tasca la soluzione, ma nelle giovanili servono istruttori, non allenatori"

Zichella: "Riforme? Non ho in tasca la soluzione, ma nelle giovanili servono istruttori, non allenatori"TMW/TuttoC.com
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Oggi alle 21:40Interviste TC
di Laerte Salvini
fonte Intervista a cura di Raffaella Bon

Giovanni Zichella, allenatore di esperienza decennale, ora nel ruolo di formatore a Torino, ha condiviso il proprio punto di vista sul tema della valorizzazione dei giovani nel calcio italiano, partendo dalle prospettive aperte dall'elezione di Gianni Malagò e arrivando a un'analisi diretta sul modello granata.

Con Malagò potrebbe cambiare il calcio italiano?

"Come me lo auguro io, se lo augurano tutti. Sono tre anni che sono tornato al Torino e oltre a girare in Italia vado spesso anche all'estero: quello che noti subito è che le società, anche quelle non di primissima categoria, hanno impianti sportivi all'avanguardia e un'organizzazione societaria concentrata su un unico obiettivo, la crescita del singolo calciatore".

Serve chiaramente un cambio anche nel calcio giovanile.

"Qui non ho in tasca la soluzione, ma posso dire una cosa: nei settori giovanili devono lavorare istruttori con passione, non allenatori. Sono due mestieri ben distinti".

I Mondiali dimostrano che all'estero credono di più nei giovani.

"Il calciatore bravo non ha età: può essere giovanissimo, come Gilberto Mora a 17 anni, o esperto, come Luka Modric a 40. Quello che conta sono le sue qualità calcistiche: tecniche, tattiche, fisiche e psicologiche".

Lei che è a stretto contatto con il Torino, perché in Italia certe dinamiche non si verificano con la stessa frequenza?

"Come dicevo, sono tornato al Torino da tre anni, anche se in periodi diversi ho ormai alle spalle quasi 23 anni di militanza nel club: i primi 19 da tecnico del settore giovanile, adesso da formatore e scout. Posso dire che il Torino, nella sua storia, ha costruito molti calciatori, e non solo in passato: negli ultimi tre anni sono parecchi i nostri giovani che hanno esordito in prima squadra, al di là degli scudetti vinti, che pure fanno sempre piacere. Come diceva un mio vecchio responsabile del settore giovanile, Sergio Cozzolino: le vittorie vanno e vengono, i calciatori rimangono".