Morrone: "Sui diritti TV passo avanti in C. 5-6 milioni in più. Bravo Marani"
Alfonso Morrone, presidente dell'ADISCOP, è intervenuto come ospite nel corso di 'A Tutta C', trasmissione in onda su TMW Radio e iL61, per discutere delle recenti novità nel mondo del calcio, in particolare riguardo alla Serie C ma anche alla Serie D.
Partiamo dalla Serie D: nei giorni scorsi, grazie ad ADICOSP, è stato sottoscritto il primo contratto collettivo per direttori sportivi e collaboratori anche nel calcio dilettantistico. Una tutela che prima non esisteva.
"C’è una piccola precisazione: dall’entrata in vigore della riforma dello sport, in particolare dal 26‑28 febbraio 2021 e poi da luglio 2023, direttori sportivi, calciatori e allenatori sono già tutelati dalla legge. La differenza è che ora, grazie alla perseveranza dell’associazione e alla disponibilità del Presidente Abete e del coordinatore Barbiero, abbiamo ottenuto anche una tutela federale. Abbiamo firmato la bozza definitiva e a breve entrerà nei portali il contratto federale per i direttori sportivi anche nei dilettanti: dalla Serie D fino alla terza categoria".
Quindi le tutele legali esistevano già, ma ora cambia la procedura?
"Esatto. Prima, in caso di contenzioso, si doveva andare nei tribunali ordinari. Ora, come avviene in Serie C e Serie B, si potrà adire il Collegio Arbitrale: meno spese legali e tempi più rapidi. È una conquista che fa epoca, perché anche direttori sportivi e collaboratori avranno tutela federale".
Passiamo alla Serie C. La Lega Pro ha festeggiato per lo 0,05% dei diritti TV assegnato alla categoria.
"Bisogna chiarire bene. Sono stato audito alla Camera dei Deputati come Presidente ADICOSP e come responsabile del Dipartimento Sport di Azione. La legge Melandri prevedeva che il 10% dei proventi TV fosse così distribuito: 6% alla Serie B, 2% alla Lega Pro, 1% alla Lega Nazionale Dilettanti, 1% alla FIGC per settore giovanile e infrastrutture. Questo 1% è stato spostato: lo hanno tolto al settore giovanile e lo hanno dato alla Serie A femminile. L’ho definito “Robin Hood al contrario”: abbiamo tolto ai poveri per dare ai ricchi".
Presidente, permetta: non si può dire che tutti siano ignoranti, spesso c’è solo un difetto di comunicazione.
"Parlo in generale, ma purtroppo ho letto sui giornali cose sbagliate. Non hanno tolto soldi al calcio femminile: gliene hanno dati. Lo 0,5% vale 5‑6 milioni di euro, che vanno alla Serie A femminile, cioè a club come Juventus, Milan, Roma, Lazio, Sassuolo, Parma. Società che già ricevono 50‑60 milioni di euro. Non è giusto togliere risorse al settore giovanile e ai dilettanti".
Per me il calcio femminile non è solo la Serie A, ma tutto il movimento.
"Infatti lo dico: lo 0,5% va alla Serie A femminile, non al calcio femminile di base. E questo è sbagliato. Il Presidente Marani è stato bravo a ottenere almeno lo 0,05% per la Serie C: altri 5‑6 milioni che si aggiungono ai 20‑21 milioni già previsti dalla legge Melandri".
Resta comunque una cifra irrisoria per 60 club.
"Sì, ma almeno è un passo avanti. Io ho contestato lo spostamento dell’1% dalla FIGC alla Serie A femminile. La Serie A femminile, dall’ultima legge alla nuova, ha guadagnato 5‑6 milioni di euro: questo è un dato di fatto. Noi abbiamo chiesto che quei fondi restassero al settore giovanile e alle infrastrutture, o che venissero destinati al calcio femminile di base, non alle squadre professionistiche".
Testata giornalistica Aut.Trib. Arezzo n. 7/2017 del 29/11/2017
Partita IVA 01488100510 - Iscritto al Registro Operatori di Comunicazione al n. 18246
Direttore Responsabile: Ivan Cardia
© 2026 tuttoc.com - Tutti i diritti riservati
