Pergo, Giosa: "5 gare ufficiali, 4 trasferte: se non è un record, poco ci manca"
Antonio Giosa, tecnico della Pergolettese, analizza in conferenza stampa il punto ottenuto domenica sul campo della Juventus Next Gen.
Buona partita a livello difensivo: avete concesso poco. Davanti invece è mancato qualcosa, anche per pochi rifornimenti. Corti è rimasto spesso isolato.
«Secondo me abbiamo giocato e approcciato molto bene la partita, soprattutto nel primo quarto d’ora, nei primi venti minuti. L’approccio è stato molto buono. Abbiamo però sbagliato tante scelte negli ultimi venti metri, parlo del primo tempo: scelte che fanno la differenza, perché contro avversari di questo livello una scelta qualitativa ti manda a calciare o no. Siamo stati frenetici nell’ultimo passaggio e nella scelta: con la qualità che abbiamo negli ultimi trenta metri dobbiamo assolutamente migliorare.
Poi la partita si è rimessa su binari diversi: nella seconda parte del primo tempo abbiamo perso qualche riferimento in mezzo al campo, loro hanno palleggiato di più e secondo me è stato un bene finire così la frazione. Nell’intervallo ci siamo sistemati e la ripresa è stata di grande spirito, grande applicazione e grande fase difensiva da parte di tutti. Era quello che avevo chiesto ai ragazzi: sarebbe stato impensabile venire qui e giocare contro una squadra così qualitativa senza una fase difensiva fatta bene.
Nel secondo tempo abbiamo avuto anche due o tre situazioni di ripartenza da gestire meglio: non l’abbiamo fatto e dovremo migliorare. Ma c’è di buono che abbiamo mosso la classifica, abbiamo tenuto la porta inviolata e per le prestazioni dei ragazzi è un ottimo punto di partenza».
La frenesia può derivare dallo zero in classifica e dalla voglia di sbloccare la situazione?
«Onestamente non credo di aver trasmesso questo ai ragazzi, anzi. Mi sono molto arrabbiato in un paio di situazioni in cui potevamo gestire meglio il pallone. Lo ripeto: questa è una squadra che ha qualità e può - deve - gestire meglio la partita e il pallone. Quando lo facciamo con qualità, secondo ciò che proviamo in settimana, abbiamo più possibilità di far male agli avversari. È una mia opinione personale. La strada è appena all’inizio: sono molto soddisfatto dell’applicazione, dello spirito di stare attaccati alla partita, di non voler prendere gol, di voler muovere la classifica. E se devo dirla tutta, sull’ultima occasione di Pavanello, con un pizzico di bravura in più o di karma magari ci saremmo ripresi i punti che ci hanno tolto domenica scorsa. Ma va bene così: il bicchiere è mezzo pieno. Dobbiamo insistere con convinzione ed entusiasmo, anche perché settimana prossima c’è il primo turno infrasettimanale e avremo bisogno di tutti. È un gruppo che mi consentirà qualche rotazione: non vedo l’ora di dare spazio a qualcuno che finora ho penalizzato».
Ho visto Arini rallentare spesso il gioco: era una richiesta o era il caldo a imporre una gestione diversa delle energie?
«Dai giocatori più esperti mi aspetto questo tipo di gestione. Era sia una scelta, perché eravamo stati troppo frenetici, sia una lettura individuale. Va benissimo: c’è tempo per accelerare e tempo per palleggiare. Dobbiamo diventare bravi a leggere i momenti della partita. Sono convinto che la strada sia quella giusta: questa squadra, quando imparerà a conoscersi meglio - lavoriamo insieme da un mese, abbiamo cambiato tanto e stiamo recuperando qualche giocatore - è destinata a fare sempre meglio».
A centrocampo le energie sono venute meno, ma c'erano 14 giocatori in panchina e nessun centrocampista pronto.
«A parte Berretta, che ringrazio: era la prima settimana con noi, gli ho chiesto disponibilità perché eravamo numericamente tirati per la squalifica di Jaouhari. Stronati era alla prima partita dopo tanto tempo, Arini e Tremolada stanno facendo gli straordinari. Berretta è entrato e ha già fatto vedere che tipo di giocatore è e che mano potrà darci quando sarà in condizione. È un ulteriore aspetto positivo che ci portiamo a casa».
Domenica di nuovo trasferta, a Novara: un’altra anomalia del calendario.
«Cinque partite ufficiali, quattro trasferte: se non è un record, poco ci manca. Ci dispiace perché abbiamo visto domenica scorsa quanto siano importanti i nostri tifosi e quanto giocare in casa alzi il livello della squadra. Non vediamo l’ora di tornare a giocare davanti a loro».
Il punto è soprattutto morale?
«Devo avere la lucidità di scindere risultato e prestazione. A volte si fanno risultati senza prestazioni: pagano sul breve, ma sul lungo non portano da nessuna parte. Con le prestazioni, invece, sul lungo periodo si portano a casa più punti. Questa squadra deve vivere di entusiasmo, convinzione e consapevolezza. Quando girerà a pieno regime, per il lavoro dei ragazzi e per i loro valori morali straordinari, sono convinto che si toglierà belle soddisfazioni».
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