Potenza, Tisci: "Completato l'80% della rosa. Felippe? È richiesto e lo merita"

Potenza, Tisci: "Completato l'80% della rosa. Felippe? È richiesto e lo merita"TMW/TuttoC.com
Ivan Tisci
© foto di Paolo Baratto/Grigionline.com
Oggi alle 14:20Primo piano
di Valeria Debbia
Alla vigilia della sfida di Coppa contro l’Ascoli, il nuovo tecnico analizza condizione, mercato, scelte e ambizioni: "È come il primo giorno di scuola"

Dalla sala stampa dello stadio Alfredo Viviani, Ivan Tisci ha inaugurato ufficialmente la sua avventura sulla panchina del Potenza presentando la sfida di Coppa Italia contro l’Ascoli, primo impegno stagionale conquistato grazie al percorso della scorsa annata, che ha visto i rossoblù trionfare nel trofeo di categoria. Il tecnico ha affrontato tutti i temi caldi: dalla condizione fisica dopo sole tre settimane di lavoro alle scelte di formazione, dal ruolo dei leader alla crescita dei giovani, fino alle dinamiche di mercato e al possibile incrocio con il Genoa. Con tono sereno ma deciso, Tisci ha ribadito la volontà di non alimentare pressioni inutili, pur riconoscendo la grande motivazione del gruppo.

Questa partita è un premio per quanto fatto l’anno scorso e un’opportunità per il percorso di quest’anno. Il Potenza arriva un po’ a fari spenti: cosa dobbiamo aspettarci da questo primo incontro contro una squadra forte come l’Ascoli?

«Arriviamo a questo impegno grazie alla stagione passata, che ha dato soddisfazioni alla società e ai tifosi con la vittoria della Coppa Italia e il percorso nei playoff. Non dobbiamo alzare troppo le aspettative: siamo reduci da meno di tre settimane di preparazione, con carichi di lavoro intensi. Vedo nei ragazzi grande voglia di fare bene: questo impegno se lo sono conquistati e farò di tutto per aiutarli ad affrontarlo nel modo migliore. Abbiamo preferito lavorare più su aspetti tecnico-tattici che sulle amichevoli, anche per alcune vicissitudini non dipese da noi. Non sarà un esame: sarebbe utopistico pensare di essere già pronti. Cercheremo di coprire i 90 minuti con i 16 giocatori utilizzabili, senza mettere pressione. La Coppa Italia di categoria superiore è una vetrina e un’occasione per testare ciò che abbiamo preparato».

Avete scelto il capitano? E lei che emozioni prova alla vigilia dell’esordio sulla panchina del Potenza?

«L’emozione c’è sempre, anche con l’esperienza. È come il primo giorno di scuola: entusiasmo e curiosità. Allenare il Potenza è un’opportunità importante nel mio percorso. Per il capitano decideremo domani. Distinguo sempre tra capitano “storico” e leader riconosciuto dal gruppo: punto più sulla seconda figura. Ho trovato diversi leader all’interno dello spogliatoio, quindi non sono preoccupato. La scelta dipenderà da chi sarà in campo».

Chi manca domani? E siete in linea con le tempistiche fisiche e di mercato?

«Fisicamente abbiamo tempo per lavorare: i carichi sono stati alti e non saremo brillanti, ma giocare di sera aiuterà. Coprire 90 minuti non sarà semplice. Abbiamo quasi tutti a disposizione: mancheranno Murano, che ha recuperato da un problema ma deve integrare lavoro, e Bruschi, che è rientrato in gruppo ma non è ancora pronto. Sul mercato: mancano due–tre settimane alla chiusura. Sono contento di quanto fatto finora, anche se qualche casella va completata. Chi è richiesto da categorie superiori dimostra il valore dei nostri giocatori. Oggi tutti sono concentrati sulla Coppa Italia».

In caso di vittoria affrontereste il Genoa, la sua città natale. Quanto pesa aver disputato una sola amichevole?

«Sarebbe bello andare a Genova: mia madre è tifosissima del Genoa e ci tiene tantissimo. Sulle amichevoli: è vero, ne abbiamo giocata solo una. Ma il lavoro fatto a Latronico e poi a Potenza ha compensato: abbiamo preferito aumentare le sedute tecnico-tattiche. L’Ascoli è molto più avanti nella conoscenza del proprio gioco, ma fisicamente anche loro non saranno al top».

Domani affronterà Tomei, pescarese come lei. Che rapporto avete?

«Con Tomei c’è grande stima reciproca: lo conosco da anni, viviamo entrambi a Pescara, città che ha “rubato il cuore” a tanti addetti ai lavori. Ha fatto qualcosa di straordinario l’anno scorso: vincere non è mai facile. L’ho affrontato più volte: in Coppa Italia abbiamo pareggiato e perso ai rigori, in campionato hanno avuto la meglio. Non sono ancora riuscito a batterlo. Domani sarà un piccolo derby personale».

Iniziare la stagione con il mercato ancora aperto è un vantaggio o un problema?

«La società ha completato l’80% della rosa, quindi sono stato agevolato: ho potuto lavorare su una base stabile. Il mercato che chiude dopo due giornate non è ideale: sarebbe meglio chiuderlo prima dell’inizio del campionato. Ma la regola è questa e ci adeguiamo».

Possiamo impostare la probabile formazione su un 4-3-3? E che atteggiamento avrete dopo l’ultima gara troppo difensiva?

«Sì, la base sarà il 4-3-3, con varianti naturali in fase offensiva. Partiremo dallo zoccolo duro dello scorso anno, per riconoscenza e perché hanno meritato questa partita. Non sono un allenatore difensivo: curo molto la fase di non possesso, ma non significa giocare nella propria area. Cercheremo di giocarcela con rispetto dell’avversario, trovando equilibrio. Non andremo a speculare sul risultato».

Il sintetico del Viviani sarà un vantaggio? E a che punto siete fisicamente? Cosa ha chiesto al mercato?

«Il sintetico comporta carichi diversi, ma l’adattamento aiuta. Gli infortuni muscolari richiedono autocritica, quelli traumatici fanno parte del gioco. Lo staff conosce bene i giocatori e questo aiuta nella prevenzione. Il campo deve diventare un punto di forza: la società si è messa a disposizione per migliorarlo».

Tormentone di mercato: come sta Felippe? È distratto dalle sirene?

«Felippe è richiesto e lo merita: è un play atipico, con letture importanti, profilo raro anche nelle categorie superiori. Capisco i giocatori in questa fase: è normale pensare a migliorare carriera e situazione economica. Ma oggi tutti hanno la testa qui. Parlo spesso con loro: vedo applicazione e concentrazione. Felippe, se chiamato, farà bene. Potrei preservarlo, ma non ha nulla da dimostrare. Per ora ce lo godiamo».