Salernitana, Cosmi accende il sogno B tra calcio, cuore e popolo granata
Se in campionato la Salernitana aveva avuto un andamento estremamente altalenante, al punto da abbandonare la lotta per la promozione diretta già a metà febbraio, oggi stiamo assistendo a una metamorfosi per certi versi anche inattesa dei granata. Spinta da un pubblico eccezionale, capace di creare un clima degno di categorie nettamente superiori, la Bersagliera ha avuto un approccio da grande squadra in questi lunghissimi playoff. I tre gol segnati nell’infuocato derby di Caserta, la rete di Achik che ha permesso di pareggiare al 90’ il match di ritorno e i 180 minuti praticamente perfetti contro il Ravenna del “rivale” Andrea Mandorlini hanno lasciato in eredità una domanda inevitabile: qual è la vera Salernitana? Perché vedere questo gruppo giocare bene al calcio, lottare su ogni pallone ed esultare con le lacrime agli occhi sotto una curva straordinaria aumenta inevitabilmente il rammarico per tutto ciò che poteva essere e non è stato durante la regular season.
Contro i giallorossi, protagonisti di un campionato eccellente nonostante l’esonero forse troppo frettoloso di Marchionni, la Salernitana ha offerto probabilmente la miglior versione di sé. Due a zero all’andata, stesso risultato al ritorno. Ventidue uomini in campo, ma una sola squadra a comandare il gioco. Venti conclusioni pericolose nello specchio, tre reti annullate, due pali, predominio territoriale certificato dal possesso palla e zero interventi di Donnarumma nella gara del Benelli. Numeri che raccontano di una squadra trasformata e che certificano il lavoro di Serse Cosmi, trascinatore assoluto dentro e fuori dal campo, profondamente innamorato della piazza e sempre più punto di riferimento per un futuro che i tifosi sperano possa continuare con lui, indipendentemente dalla categoria.
Allargando il discorso all’intero percorso playoff, la Salernitana è l’unica squadra ad aver vinto tre partite su quattro e nessuna, nei quarti di finale d’andata, era riuscita a sfruttare il fattore campo come hanno fatto i granata. Sono arrivati gol pesanti da uomini diversi: doppietta per Lescano e poi firme di Ferrari, Ferraris, Achik, Villa e Inglese, tornato finalmente al gol dopo un lunghissimo calvario personale.
E poi c’è il fattore tifo, che sta facendo la differenza tanto quanto il campo. Salerno e provincia, dopo due retrocessioni consecutive e una stagione spesso deludente, avevano fame di calcio e si stanno godendo questo cammino con entusiasmo travolgente. Duemiladuecento persone a un allenamento a porte aperte in un giorno feriale, quarantaduemila spettatori complessivi all’Arechi tra Casertana e Ravenna, una scenografia diventata virale ovunque, il contatto continuo tra squadra e curva, il riavvicinamento del patron Danilo Iervolino, inevitabilmente tentato dalla possibilità di rilanciare in una delle piazze più calorose d’Italia.
A Ravenna erano presenti 550 tifosi nel settore ospiti nonostante restrizioni e turno infrasettimanale. Con una capienza diversa sarebbero stati almeno duemila. Adesso l’attenzione si sposta verso Salernitana-Brescia, una semifinale che promette un’atmosfera straordinaria anche grazie allo storico gemellaggio tra le due tifoserie. L’Arechi viaggia verso un altro pienone da oltre ventiduemila spettatori. Uno spettacolo nello spettacolo, uno spot meraviglioso per la Serie C. E tra le squadre che meritano davvero di inseguire il sogno Serie B c’è finalmente, senza più dubbi, anche la Salernitana di Cosmi.
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