Union Brescia-Ascoli, primo atto (parziale): tre punti da considerare
La finale di andata dei Playoff tra Union Brescia e Ascoli, in programma ieri sera, è durata 61 minuti a causa delle avverse condizioni climatiche che ne hanno impossibilitato la prosecuzione. In attesa dell'ultima mezz'ora di gara, in programma oggi alle 19:00, vediamo in tre punti ciò che ci ha lasciato la prima ora di gioco.
I Playoff delle Rondinelle hanno un protagonista: Valerio Crespi - Ne avevamo parlato qualche giorno fa. L'attaccante, dopo una prima parte di stagione in B con l'Avellino, ha accettato il corteggiamento dell'Union Brescia e di Eugenio Corini. Il tecnico ha deciso di puntare su di lui, e l'attaccante ha risposto presente trovando la via del gol in 7 occasioni nelle 14 gare in programma. Nei Playoff, la punta 2004 sta diventando però il protagonista principale della sua formazione: dopo il gol realizzato contro il Casarano, nelle Semifinali contro la Salernitana è salito in cattedra prima con l'acrobazia che ha regalato il pari ai suoi nei minuti di recupero, poi con il gol lampo che, di fatto, ha indirizzato il ritorno. Nella finale di ieri, nonostante le precarie condizioni fisiche a causa di una sindrome influenzale, l'attaccante ha ritrovato la rete, la quarta in cinque partite, regalando il pari ai suoi.
Le gambe non tremano ai bianconeri: la filosofia di Tomei vale anche nei Playoff - Dopo il folle finale del Girone B, difficilmente ci si aspettava un Ascoli così convinto dei propri mezzi. Sia chiaro, la forza della squadra bianconera è sotto gli occhi di tutti ma il crollo psicologico, con la squadra ad un soffio dalla clamorosa rimonta sull'Arezzo, poteva preoccupare e non poco. Il sorteggio con il Potenza aveva, di fatto, posto due squadre molto simili dal punto di vista del gioco, mentre in Semifinale con il Catania si è scatenato il Tomei-ball: gioco in verticale, trequartista libero di agire e raddoppi sulla fascia, con gli attaccanti pronti a metterla dentro. Le gambe non sono tremate al Massimino, nonostante lo spavento iniziale, e anche al Rigamonti la formazione ha mostrato di non sentire il peso delle aspettative e dell'importanza della sfida.
Una porta pesante: l'impatto di Gori e Vitale nei rispettivi club - Da un lato l'esperienza di Stefano Gori, portiere 30enne con diverse esperienze tra B e C, dall'altra la voglia di mettersi in mostra di Samuele Vitale, classe 2002, e alla terza esperienza in serie C dopo Gelbison e Monopoli. I due portieri, sempre in campo nelle rispettive squadre nella stagione regolare, sono diventati punti fermi per le due formazioni: i dati certificano l'impatto importante degli estremi difensori, con la porta spesso chiusa a chiave e con interventi da ricordare. Per Vitale, ieri sera, anche due ottimi interventi su Crespi e Armati.
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