Intervista TC

Vado, Cernigoi: "Vogliamo la salvezza, vorrei metterci tanto del mio per raggiungerla"

Vado, Cernigoi: "Vogliamo la salvezza, vorrei metterci tanto del mio per raggiungerla"
Oggi alle 19:00Primo piano
di Laerte Salvini

Ci sono stagioni da archiviare in fretta e altre che possono diventare quelle della rinascita. Iacopo Cernigoi ne sa qualcosa: il crociato rotto a Rimini, l'avventura in Romania al CFR Cluj finita prima del previsto, poi la retrocessione con la Virtus Verona. In estate il Vado, neopromosso in Serie C, lo ha scelto come riferimento offensivo e l'attaccante classe 1995 sta ripagando la fiducia con reti pesanti, come quella del successo di Perugia. Ai microfoni di TuttoC.com il centravanti racconta il nuovo corso dei liguri, i mesi difficili alle spalle e la voglia di riscatto.

Iacopo, partiamo dall'impatto con il progetto Vado. In estate qualche dubbio c'era, ma il campo vi sta dando ragione.

"Sicuramente abbiamo invertito la rotta rispetto a come era partita la stagione, ma la strada è ancora lunga: mancano tantissime partite. Il nostro obiettivo resta la salvezza e dobbiamo raggiungerla il prima possibile. Altri obiettivi oggi non ce ne sono: mi sono capitate tante stagioni in cui si pensava di stare a metà strada tra salvezza e playoff e poi si finiva per guardarsi alle spalle. Dobbiamo pensare partita dopo partita e continuare con l'atteggiamento e la fame che abbiamo avuto in queste ultime gare".

Com'è nata la trattativa? In estate si erano rincorse diverse voci di mercato.

"Di voci ce ne sono state tante, lo sai meglio di me: alcune non erano vere, altre sì, e poi è arrivato il Vado. A inizio agosto mi ero preso del tempo perché avevo un paio di situazioni aperte, ma appena si è fatto avanti il Vado ho parlato con il direttore e con l'allenatore e ho sentito subito la loro stima. È la cosa più importante, anche perché venivo da una stagione metà in Romania e metà a Verona e, dopo il crociato, in tanti avevano dubbi sulle mie condizioni. Qualcuno se lo dimentica in fretta. Oggi sono contento e spero di continuare così insieme alla squadra, per toglierci delle soddisfazioni come gruppo. Ho girato tanti spogliatoi e questo è davvero un gruppo sano, di bravi ragazzi".

Torniamo alla Romania: al di là dell'impatto difficile, è stata una parentesi felice? La rifaresti?

"È stata una situazione un po' strana. Sicuramente è un'esperienza che rifarei, perché a livello lavorativo è stata positiva, un'esperienza bella. Non ero mai stato all'estero, però ci sono state delle difficoltà. Mi aveva chiamato mister Mandorlini, con cui c'è sempre stata stima reciproca anche se non avevamo mai avuto modo di lavorare insieme. Purtroppo è andata male: dopo poche giornate il mister è stato esonerato e da lì noi due italiani, che eravamo uomini suoi, siamo stati messi fuori dal progetto".

Poi il ritorno alla Virtus Verona, chiuso con una retrocessione. Cosa ti ha lasciato quella parentesi?

"Sul campo è stata negativa, perché se retrocedi vuol dire che non sei riuscito a fare i risultati per salvarti. Per quello che ho vissuto da quando sono arrivato fino alla fine, è stata una stagione nata male e finita male: non c'è mai stato un cambio di rotta. Però sono esperienze che ti fanno crescere: nel calcio, positiva o negativa che sia, ogni esperienza ti fa crescere".

Il passaggio da Pastorino ad Annoni e poi a Riolfo, con il 3-5-2, ha portato vittorie importanti, su tutte quella di Perugia. Quanto vi ha aiutato il cambio in panchina?

"Ci ha dato sicuramente tanto, parlano i numeri, e il calcio è fatto di numeri. Ci ha dato tanto e ci sta dando tanto. Dobbiamo continuare a seguire il mister e a lavorare come stiamo facendo".

Ti senti uno dei riferimenti dello spogliatoio? Penso a te e a Piana, giocatori con tanto professionismo alle spalle.

"Sì, credo di sì, un po' per l'età e un po' per il vissuto. Siamo una squadra giovane e noi più esperti sentiamo la responsabilità di dare una mano, con una parola o con l'esempio agli occhi dei ragazzi. Non che ce ne sia un grande bisogno, perché non ci sono situazioni particolari: aiuto come posso, più che altro in campo, nelle situazioni di gioco".

Cosa vorresti da questa esperienza al Vado? La salvezza è l'obiettivo di tutti, ma può essere anche la stagione del tuo riscatto personale?

"È quello che mi auguro. Prima di tutto viene la salvezza, assolutamente, ma la salvezza parte dalle prestazioni dei singoli: spero di metterci una bella fetta anch'io".