1^ Divisione, Como forza quattro: la Celeste crolla in casa
Madonna giunge in sala stampa mezz'ora dopo il suo collega Colella: il volto teso e pensieroso, provato forse più da novanta minuti di un AlbinoLeffe irriconoscibile e davvero (semplicemente) brutto che dal confronto serrato con il presidente Andreoletti. Che la Celeste riprendesse il cammino dopo la sosta con in testa molti punti interrogativi era cosa nota: meno scontata era prima sconfitta interna maturata dopo errori in serie e una condotta di gara tutt'altro che battagliera. Un incidente di percorso? No, il rovescio costringe i bergamaschi a "ripensare" il campionato con le relative ambizioni, nonchè chiedersi se davvero si sia fatto il possibile in sede di mercato nella sessione estiva.
Qualche stupore alla lettura delle formazioni. Per il Como c'è Verachi al posto di Fietta a centrocampo, con la coppia Le Noci-Defendi a concretizzare il 3-5-2 che torna alla ribalta dopo l'esperimento un po' infausto della gara contro la Pro Patria. Tra i locali, ricordato come Cissè sia out per uno stiramento, c'è a sorpresa Pontiggia e non Viola nell'undici titolare, mentre è ancora verde la linea del pacchetto arretrato con Piccinni che trova spazio solo in panchina.
Che le due formazioni giungano a questo incontro percorrendo vie disseminate di spine lo si intuisce da una prima mezz'ora di scarso impegno per i cronisti all'opera: tanti i tiri da fuori, ma un conto è calciare e un conto è riuscire ad inquadrare lo specchio della porta con ragionevole approssimazione. E' un Como ad ogni modo ordinato in campo e attento a chiudere gli spazi, almeno fino al 25' quando Corradi impegna Melgrati per quella che si proclama come prima vera azione di gioco. Ma il dente che duole in casa orobica è quest'anno più dietro, e il dolore che provoca è una fitta che taglia in due la partita: qui pro quo tra Offredi e Allievi che non si intendono nella gestione della pressione di un ottimo Defendi, palla al centro per Le Noci che torna al gol e porta in vantaggio gli azzurri (oggi in maglia rossa). E' sempre un guaio quando accadono questi infortuni ad una formazione relativamente giovane (nei centrali di difesa togliamo il "relativamente": un '92 e un '93), perchè si "sente il colpo" e non ci si rialza più. Infatti non passano molti minuti (siamo al 33') che Marchi incorna per il raddoppio su suggerimento di Giosa, un doppio vantaggio da stropicciarsi gli occhi per il centinaio di tifosi ospiti che quest'anno hanno finora apprezzato una buona difesa ma che non hanno stressato troppo le corde vocali per salutare i centri dei propri beniamini.
Finisce già qui la partita di Taugourdeau e Corradi (quest'ultimo ha sì prodotto un'occasione importante ma nel contesto di una partita anonima), ma gli innesti di Gazo e Viola non possono ribaltare una situazione in casa AlbinoLeffe che va oltre, nella sua gravità, al momentaneo 0-2. Sempre in ritardo sulla palla, la Celeste si scopre anche allo scoccare dell'ora di gioco, quando la fascia destra è terreno di caccia di Schenetti che conclude una ripartenza in velocità firmando il tris. Così anche il gol della bandiera per i locali appare un po' sbiadito e slegato dal contesto, frutto più di un'uscita a vuoto di Melgrati (buona comunque, ancora una volta, la sua prova) che dell'opportunismo di Viola appostato sul secondo palo. Il poker è ancora di Le Noci, opportunista a ribattere una respinta di Offredi dopo un'altra azione personale di Defendi al quale un famoso comico del passato oggi direbbe "Bravo, sette più", pur non entrando nel tabellino dei marcatori.
Questa mattina L'Eco di Bergamo scriveva -a ragione- che il vero rimpianto dell'AlbinoLeffe era Belotti: non Andrea -per il quale la storia (e il mercato) ha fatto il suo naturale corso- ma Mauro (passato al Lumezzane), la cui esperienza sarebbe stata senz'altro preziosa per aiutare un gruppo di giovani di buone potenzialità ma ancora inesperti nella gestione di particolari frangenti del match. Una condivisibile osservazione che ha però preso la piega di una tragica (sportivamente parlando. Fortunatamente) profezia, perchè questi errori hanno di fatto sfigurato con il passare del tempo una formazione che fino a poche domeniche or sono aveva raccolto buoni consensi. Bene il Como: Colella potrà risultare più o meno simpatico (questa l'accusa dei tifosi che non hanno digerito le dichiarazioni post-Pro Patria), allo volte un po' sfrontato, forse eccessivamente sicuro di sè in alcune situazioni. Oggi, ad ogni modo, ha vinto lui, mettendo in campo una formazione aggressiva ma equilibrata tra le linee, brava a far sbloccare (definitivamente?) Le Noci e ad approfittare di un AlbinoLeffe il cui cruscotto segnala troppe spie accese.
ALBINOLEFFE-COMO 1-4
ALBINOLEFFE (4-3-1-2): Offredi; Salvi, Ondei, Allievi, Regonesi; Girasole, Taugourdeau (dal 46' Gazo), Maietti (dal 72' Calì); Corradi (dal 46' Viola); Pesenti, Pontiggia. A disp.: Amadori, Beduschi, Piccinni, Cremonesi. All.: Madonna
COMO (3-5-2): Melgrati; Ambrosini, Giosa, Marchi; Schenetti, Verachi (dal 84' Piredda), Ardito (dal 50' Fietta), Cristiani, Fautario; Defendi (dal 77' Perna), Le Noci. A disp.: Crispino, Redolfi, Palomeque, Gallegos. All.: Colella
ARBITRO: Sig. Fiore di Barletta coadiuvato dai Sigg. Malacchi e Chiocchi
MARCATORI: 29' Le Noci (C), 33' Marchi (C), 60' Schenetti (C), 64' Viola (A), 71' Le Noci (C)
NOTE: pomeriggio soleggiato, terreno in ottime condizioni. Ammoniti: Verachi (C), Salvi (A). Espulso: 89' Schenetti (C) per gioco scorretto. Angoli 3-2. Recupero 1'pt.+4'st. Spettatori: 1300 circa con una un centinaio di sostenitori ospiti.
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