TuttoC in rosa: Claudia Fantino Colla (Albissola)

13.11.2018 22:45 di Sebastian Donzella Twitter:   articolo letto 643 volte
TuttoC in rosa: Claudia Fantino Colla (Albissola)

La storica promozione dell'Albissola in Serie C ha portato anche una storica novità nel club ligure, con la nomina a presidentessa di Claudia Fantino Colla. Per la rubrica TuttoC...in rosa abbiamo così scelto di intervistare una delle numero uno del campionato di Lega Pro a capo di uno dei più piccoli club professionistici d'Italia.

Debutto col botto: investitura presidenziale alla prima tra i professionisti.
"Diciamo che la mia famiglia da diverse stagioni è legata al progetto Albissola, di fatto eravamo già al timone del club da tempo. Io stessa fino a pochi mesi fa ero presidentessa onoraria. Quest'anno, però, con il salto in C, abbiamo deciso di essere ancora più all'interno del club e così io sono diventata presidentessa a tutti gli effetti mentre mio marito Gianpiero mi è accanto da amministratore delegato".

Le prime impressioni dopo un paio di mesi?
"Devo dire che è una bella esperienza. Io poi ho sempre avuto passione per il calcio. Chiaro: un conto è avere passione e tifare una squadra, un conto è essere presidente di una società. Diciamo che anche nelle esultanze devo contenermi. Col Novara, ad esempio, sono riuscita ad autogestirmi benissimo in un momento così importante per il club come la prima vittoria in Serie C (ride NdR)". 

Il tutto in una famiglia che ormai mastica pane e pallone.
"Oltre a me e mio marito in società c'è anche uno dei nostri figli in qualità di SLO. È l'unico fra tre maschi e una femmina a essere appassionato di calcio al 100% come i genitori. Gli altri tifano Albissola per ovvi motivi e non fanno mancare la loro presenza sugli spalti. A livello personale, inoltre, questa carica è un impegno notevole per me: abitavo a Torino ma mi sono trasferita a Savona per poter dedicare più tempo possibile alla società. Mio marito, invece, fa la spola con la Francia per motivi di lavoro".

E quando vi vedete quanto tempo dedicate all'Albissola?
"Diciamo l'80% (ride NdR). Questo club significa tanto per noi ma anche per tutti coloro che ne fanno parte. In famiglia, insomma, il pallone è molto presente. Anche perché sono l'unica torinista in mezzo a un gruppo di juventini. Sono sempre andata in controtendenza, fin da piccola: iniziai a tifare Toro proprio perché tutti intorno a me tifavano Juve".

Capitolo donne in Lega Pro: Cristiana Capotondi vicepresidentessa. Non tutti l'hanno presa benissimo...
"Per me la sua nomina è una gran cosa. Ritengo che il presidente Ghirelli abbia fatto un'ottima scelta, è giusto che in Lega, nonostante la preponderante presenza maschile, vi sia spazio anche per le opinioni e le idee in rosa. Non si dovrebbe dire ma lo rivelo molto volentieri: oltre a essere favorevole alla Capotondi come numero due in Serie C, l'ho anche votata in Assemblea".

Tantissimi uomini, un po' meno donne. Non ha paura che possiate essere discriminate?
"Personalmente non ho mai notato episodi di questo tipo. Anzi, devo dire che quando ci sono riunioni in Lega, i presidenti hanno massimo rispetto di noi presidentesse e ci trattano tranquillamente alla pari".

A proposito di presidentesse, nel Girone A ce ne sono altre due...
"Con Patrizia Testa della Pro Patria ci incontreremo a breve per il mio primo derby in rosa. Con Anna Durio della Robur Siena arriverà la seconda sfida di questo tipo. Sono donne in gamba, chissà che non si uniscano a breve altre figure femminili del genere in altre squadre". 

Domanda a bruciapelo: prenderebbe una direttrice sportiva donna?
"Perché no? Intendiamoci: al momento abbiamo Andrea Mussi, ci troviamo benissimo con lui e non abbiamo nessuna intenzione di cambiare. Però sia chiaro, non ne facciamo una questione di genere. Magari in futuro potrebbe anche accadere di tesserare una direttrice. Intanto, però, siamo in cerca di bimbe per la nostra squadra femminile. Abbiamo serie difficoltà a trovarne, dal momento che le mamme vedono ancora il calcio come uno sport maschile. Spero la Lega, soprattutto con l'arrivo della Capotondi, promuova di più il calcio femminile".

Ma adesso, quest'Albissola, dove vuole arrivare?
"Intanto vuole salvarsi. Ho grande fiducia nei miei ragazzi, credo che il cambio in panchina, con l'arrivo di Bellucci, abbia dato una svolta. Abbiamo avuto diverse difficoltà all'inizio perché non ci aspettavamo di esser promossi subito dalla D alla C: il nostro progetto prevedeva un anno di assestamento tra i Dilettanti e, invece, è arrivata la vittoria del campionato molto prima del previsto, al punto da esserci ritrovati senza stadio: per questo ci tengo a ringraziare pubblicamente la Virtus Entella che ci ha concesso il proprio impianto e anche i nostri tifosi che devono sostenere continuamente trasferte, anche quando dovremmo giocare in casa. Siamo stati bravi a fare due anni in uno, ora però difendiamo la categoria. Anche perché il nostro progetto prevede di non fermarci alla Serie C. Con i tempi giusti pensiamo anche ad arrivare un po’ più in avanti".