TuttoC in rosa: Isabella Manfredi (Feralpisalò)

18.06.2018 00:00 di Sebastian Donzella Twitter:   articolo letto 1665 volte
TuttoC in rosa: Isabella Manfredi (Feralpisalò)

Vicepresidentessa, tifosa, direttrice della comunicazione e responsabile delle iniziative sociali. Isabella Manfredi è tutto questo per la Feralpisalò. La dirigente gardesana è una delle poche donne in Serie C a rivestire una carica così importante. TuttoC.com l'ha voluta intervistare in questo terzo appuntamento di TuttoC...in rosa.

Un ruolo non proprio usuale il suo, per la componente femminile di terza serie...
"Nelle 57 società di C, ci sono molte donne inserite negli uffici comunicazione e marketing oppure nelle segreterie o sono assistenti di presidenti e dirigenti vari. Ma non è una novità, questo è un mondo tipicamente governato da figure maschili. Eppure a livello personale la cosa non mi preoccupa perché professionalmente provengo da un altro ambiente prevalentemente formato da uomini, quello siderurgico". 

Eppure essere donna può essere un punto di forza.
"Già, credo sia un valore aggiunto: la componente femminile può utilizzare un linguaggio diverso, ha una sensibilità diversa. Ho la sensazione che purtroppo, nel mondo del calcio, le donne sono più costruite nel modo di porsi e nel linguaggio, forse per paura di essere giudicate. Invece dovrebbero essere un po' più loro stesse, sfruttando in maniera positiva la propria femminilità. Anche se non ne farei una questione di genere ma di professionalità: l'importante è metterci passione, impegno e convinzione, sacrificandosi. Questa deve essere la propria bussola nel lavoro e, di conseguenza, nella vita. Se queste cose ci sono, uomo o donna, arrivi al risultato".

Domanda inevitabile: ha vissuto o visto discriminazioni nella sua esperienza calcistica?
"Devo dire di no, mai. Né nel mondo del calcio né in quello lavorativo a tutto tondo. Gli stereotipi stanno cadendo in maniera naturale: avremo sempre meno questioni legate alla diversità di genere, le partite si giocano e si giocheranno sempre più sulle competenze. Ho 47 anni, lavoro da quando ne ho 21: non ho mai trovato barriere e se anche si annusano o si intravedono bisogna avere la forza e la consapevolezza di guardare oltre".

Passiamo ai suoi ruoli: di cosa si occupa in società?
"Da un anno sono vicepresidentessa, mentre mi occupo di comunicazione sin dalla nascita della Feralpi, praticamente da un decennio, oltre a esser consigliere nel CdA del club. La mia figura si occupa di relazioni d'impresa, engagement sul territorio, incontri con scuole e famiglie. Mi occupavo già in passato per il gruppo del presidente Pasini di comunicazione e relazioni esterne. Traslare questo sul piano sportivo è stata una naturale prosecuzione: ci tengo a ringraziare Pasini per questa bellissima avventura. 
La Feralpi persegue un grande impegno nella responsabilità sociale, la mia carica è dovuta anche a questo: lo sport è un potente aggregante, per questo educazione alimentare, bullismo, sviluppo pedagogico del bambino e dell'adolescente per noi sono dei temi centrali. Non da ultimo, e mi piace ricordarlo per la sua valenza, abbiam dato vita a un bel percorso di inclusione sociale con i bambini che hanno delle disabilità. Da noi la vicepresidenza ha questa declinazione: forse sarà atipico ma vi assicuro che è bellissimo. Il calcio per noi non è solo il correre dietro un pallone in 108 metri: è gioco di squadra, legame col territorio, senso di responsabilità".

La domenica, però, è su quel campo di 100 metri.
"Ovviamente (ride NdR). Sono una tifosa, vado allo stadio ogni volta che posso. In casa non ne perdo una, in trasferta se ho la possibilità vado. Ho coinvolto anche mio figlio e mio marito Aldo. Quest'ultimo è juventino, io interista: nella Feralpi abbiam trovato il punto d'incontro. Il tutto sempre nel rispetto del mio ruolo istituzionale. 
Con la prima squadra, inoltre, soprattutto all'inizio del campionato, mi occupo molto di regolamenti, codice etico e di responsabilità che hanno verso i più piccoli, visto che li vedono come modelli di vita. I nostri calciatori devono subito rendersi conto della responsabilità che hanno, pur nel massimo rispetto tra le parti. Con loro ci metto la faccia e capiscono che da noi serve un certo stile comportamentale, una scelta di coerenza e rigore che magari subito non paga ma che nel medio-lungo periodo aiuti molto la crescita interna e anche quella esterna, in chiave credibilità e visibilità. Queste ultime si costruiscono con delle azioni, non solo spendendo tanto sul mercato".

Il match più emozionante?
"Un anno fa al "Tardini" contro il Parma. C'erano oltre 10mila persone, prima del match la banda ha suonato l'inno d'Italia. Noi eravamo una cinquantina, un clima intensissimo, una partita giocata col cuore e con tantissima energia, devo dire che mi sono emozionata sia per quanto accaduto in campo che per la cornice spettacolare. E poi abbiamo vinto inaspettatamente, è stata una giornata meravigliosa".

Prima del calcio ci sono stati anche altri sport?
"Sì, ho lavorato per degli sponsor nel basket e nella MotoGP. Di quest'ultima ricordo che non fu semplicissimo: tifo Valentino Rossi e all'epoca mi occupai di Max Biaggi (ride NdR). Con la pallacanestro seguii il Varese per la Metis: ho avuto la fortuna di incontrare grandi campioni come Pozzecco, un'esperienza straordinaria. Sport nettamente differenti dal calcio ma che mi hanno permesso di avere una maggiore sensibilità: quest'anno ai bambini incontrati nelle scuole nel progetto "Sport divertimento e salute", ho detto loro di provare tutte le discipline possibili, non solo il calcio, per poi scegliere la migliore secondo il loro punto di vista".

E sul piano pratico?
"Da ragazza ho praticato arti marziali a livello agonistico. Ero una delle pochissime bambine quando ho iniziato e diciamo che nella concentrazione e nella disciplina si tratta di discipline molto utili e formative. Amo lo sport, farne parte è stata una bella opportunità, c'è tanta voglia di crescere e migliorarsi. Sia dal punto di vista tecnico, come dichiara il nostro presidente, ma anche nelle altre sfaccettature che scrivono il libro della Feralpisalò".

Isabella Manfredi, vicepresidentessa Feralpisal? © foto di Ufficio Stampa Feralpisal?
Isabella Manfredi, vicepresidentessa Feralpisal? © foto di Ufficio Stampa Feralpisal?