Pontedera, Millozzi non è più il presidente: la lunga lettera ai tifosi
Simone Millozzi non è più il presidente del Pontedera. Lo ha annunciato lui stesso con una lunga lettera aperta alla città, alla squadra e ai tifosi:
A tutti voi che avete camminato al mio fianco, a chi ha condiviso un percorso fatto di passione, sacrifici, speranze e orgoglio, scrivo queste righe con profonda emozione ed un pizzico di commozione.
Dopo mesi di riflessione, e con la serenità di lasciare la società in mani capaci, sincere e ricche di entusiasmo, è giunto per me il momento di compiere un passo indietro. Comunico ufficialmente la mia decisione di lasciare la presidenza del club.
Non è una scelta dettata dalla stanchezza, dalla disillusione o dalla volontà di sottrarmi a un momento sportivamente complesso. È, al contrario, un gesto d’amore e di rispetto verso una realtà che merita nuove energie, nuove idee e nuovi sogni da inseguire.
Essere Presidente di questa società non è stato semplicemente un ruolo. È stato un onore profondo, un’esperienza di vita che porterò con me per sempre.
Quando tutto è iniziato, grazie ad Ecofor Service, al supporto di Rossano Signorini e al sostegno del Sindaco Franconi, non avrei mai immaginato quanto questa esperienza mi avrebbe trasformato.
Ogni partita vissuta a bordo campo, ogni gol esultato, ogni delusione trattenuta, ogni lacrima nascosta dietro un sorriso forzato, ogni abbraccio sotto la pioggia o nel fango resteranno per sempre nel mio cuore.
Per questa maglia e per la causa granata ho dato tutto me stesso, senza mai risparmiarmi, mettendo sempre passione, impegno e senso di responsabilità davanti a tutto. Ho cercato di onorare ogni giorno la fiducia che mi è stata concessa, dentro e fuori dal campo, con la consapevolezza che rappresentare questi colori è un privilegio prima ancora che un ruolo.
"Ai giocatori
Da quando sono Presidente molti protagonisti in campo sono cambiati, ma ciò che non dovrà mai cambiare è il senso di appartenenza, l’identità, il rispetto per questa maglia e per ciò che rappresenta.
Lascio con la certezza che questi valori continueranno a vivere dentro lo spogliatoio, guidati da Andrea Caponi, autentico cuore granata, al cui ritorno sono orgoglioso di aver contribuito.
Allo staff tecnico, sanitario, dirigenziale e amministrativo
Va la mia più sincera gratitudine.
Grazie per la competenza, la serietà e l’impegno quotidiano, spesso silenzioso ma fondamentale.
Ai volontari
A voi che troppo spesso restate nell’ombra, ma siete stati luce nei momenti più difficili.
Siete stati le mani, il cuore e l’anima di questa società.
Un grazie speciale a Luca e Pietro, fondatori dell’associazione Cuore Granata, per il senso di responsabilità e il sostegno mai venuto meno.
Ai Soci, di ieri e di oggi
Grazie per aver creduto in questo progetto, condividendo sogni, sacrifici e difficoltà.
Ognuno di voi ha contribuito in modo determinante alla storia di questa società.
A Rossano Signorini
Compagno di viaggio e di emozioni.
Sei entrato in questo mondo quasi per caso, con discrezione, ma sei diventato presto una presenza insostituibile.
Hai vissuto con me gioie, delusioni e trasferte, amando questa squadra come un vero tifoso, col cuore aperto e con l’anima dentro ogni risultato.
Oggi affronti una battaglia ben più importante: sappi che non sei solo.
Ti sono vicino, come tutta la famiglia granata. Senza di te, nulla è stato più lo stesso. Manca un amico. E manca tanto.
Ad Andrea Bargagna
All’inizio c’erano distanza e cautela, poi è nata stima, fiducia e amicizia. Sei diventato un amico leale, sei stato un professionista serio, generoso e un punto fermo nei momenti più difficili.
Hai dato tanto, senza mai risparmiarti. E io sono orgoglioso di aver condiviso questo cammino con te.
Agli ultras, ai tifosi, alla Gradinata Nord “Diego Savelli”
Siete stati il battito del nostro cuore. Siete stati il dodicesimo uomo in campo, la voce che non ha mai tremato, neanche quando il silenzio della sconfitta provava a soffocare tutto.
Ho visto nei vostri occhi la stessa passione che arde dentro di me. Non smettete mai di amare, di crederci, di difendere questi colori. Siete voi i veri custodi della nostra storia, al di là di ogni categoria.
Un abbraccio particolare a Roberto e Sergio: il rapporto nato in questi mesi è stato per me un’ancora nel mare in tempesta".
Non è facile dire addio.
Ma forse non è un addio: è un arrivederci.
Anche se non sarò più alla guida, il mio legame con questa maglia non si spezzerà mai. Sarò sugli spalti, uno di voi, a vivere ogni emozione con lo stesso battito granata nel petto.
Alla nuova proprietà auguro un cammino lungo e ricco di soddisfazioni, nel solco dei valori che hanno sempre contraddistinto questa società: passione, rispetto, identità, umiltà e lavoro.
In questi anni ho ricevuto molto più di quanto io abbia dato. E per questo, con il cuore pieno di riconoscenza, vi dico semplicemente:
Grazie.
Testata giornalistica Aut.Trib. Arezzo n. 7/2017 del 29/11/2017
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