Sangiovannese, e se fosse Massimo Paoloni il nuovo presidente?
L'ufficialità dell'addio alla cordata lucchese l'ha data ieri pomeriggio in sala stampa Marco Lazzerini: “Volevano fare i padroni senza acquisire quote, chi vuol comandare deve acquistare la Sangiovannese”. E pensare che solo giovedì l'affare pareva fatto tanto che aveva prodotto la cacciata da direttore generale di Fulvio Rondini, insediatosi a 48 ore dalla trasferta di Chieti di un mese fa. Le cause di questo passo indietro da parte dei Lazzerini sono da ricercarsi nelle scarse garanzie economiche che Deoma e compagni avrebbero messo sul piatto ma soprattutto dal ritorno di fiamma del gruppo romano capeggiato da Massimo Paoloni che poche settimane fa stava rilevando l’Arezzo da Marco Massetti. Il cinquantenne operante in Abruzzo nel campo dell’edilizia sarebbe stato avvicinato alla proprietà addirittura da Fabrizio Alunni che potrebbe così tornare all’interno del Marzocco qualora l’affare si concretizzasse. Pare che vi sia il benestare all’operazione anche dall’amministrazione comunale da sempre vicina alle sorti azzurre. Sappiamo che è in programma per oggi un incontro tra le due parti che potrebbe sfociare in qualcosa di interessante. Paoloni, cosa non da poco, acquisirebbe il pacchetto di maggioranza che i Lazzerini sono pronti a cedere gratuitamente compresi ovviamente i debiti.
C’è poi la pista che conduce a Piero Mancini che contribuirebbe ulteriormente alla gestione ordinaria nel caso in cui la trattativa coi romani andasse in frantumi. In questo caso potrebbe esserci anche il ritorno di Fulvio Rondini che però, e giustificatamente, ha ancora una grossa ferita aperta per essere stato cacciato in malo modo. La società ha comunicato che per domani diramerà un comunicato che farà finalmente chiarezza sulla situazione. Almeno lo si spera anche perchè entro venerdì va ricapitalizzata la società per diverse centinaia di migliaia di euro, sui cinquecento mila così si dice. Altrimenti i libri finiranno dritti in tribunale
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