Angelozzi: "Vediamo, non c'è fretta". Lo Spezia attende il sì per ripartire
Sono le 21 di ieri, Qatar e Svizzera stanno per scendere in campo ai Mondiali e Guido Angelozzi risponde al telefono con calma, ponderando ogni parola: "Tutto è ancora fermo, non c'è nulla di definito. Le cose sono rimaste come erano ieri. E domani? Chissà? Nulla è certo nella vita, figuriamoci nel calcio. Vedremo". Sulla rescissione con il Cagliari abbozza una mezza ammissione, poi si ferma: "Vediamo, è ancora presto per parlarne". Del suo possibile futuro allo Spezia, come direttore sportivo e plenipotenziario per tutte le questioni tecniche, non vuole parlare. O meglio, lo fa controvoglia, congedandosi con un enigmatico: "State tranquilli, non le posso dire di più, passi una bella serata e buon lavoro". Frasi che, in fondo, sono già una conferma più di mille dichiarazioni.
Il ritorno di "Guidone", come lo chiamano i tifosi al Picco, sarebbe un'iniezione di fiducia per una piazza ancora depressa dalla retrocessione in Serie C. Sarebbe la terza volta per lui al Golfo dei Poeti, l'uomo per tutte le stagioni, l'usato sicuro capace di riportare alla memoria i fasti della Serie A conquistata nell'ultima fase dell'era Volpi. Un vincente, come dimostrato negli anni a Frosinone e nell'ultimo periodo a Cagliari. La tifoseria è compatta: se fosse per loro, la ripartenza degli Aquilotti andrebbe messa nelle sue mani senza alcun dubbio. Prima di sedersi davanti alla tv per i Mondiali, si lascia andare a un'ultima considerazione: "Ci sono margini? Vediamo, aspettiamo. Non c'è fretta".
Nel pomeriggio si era rincorsa una ridda di voci: non viene più allo Spezia, va altrove, il Cagliari non gli concede la buonuscita richiesta. Angelozzi non conferma né smentisce, fedele al suo mantra: "Vediamo, vediamo". Una trattativa infinita che sta sfibrando non solo i diretti interessati ma anche i tifosi, poco entusiasti delle alternative sul tavolo - Gemmi, Delli Carri e Artico - nessuna delle quali infiamma la piazza come il suo nome. "È in grado di costruire una squadra competitiva per la promozione in Serie B anche con un budget ridotto", ricordano gli sportivi: uno chef stellato capace di confezionare un menù da gourmet con quel poco che trova in frigorifero. Esattamente la qualità che piace sia al presidente Stillitano che al proprietario Roberts. E allora vediamo: l'Angelozzi-ter sembra davvero a un passo.
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