Battipagliese, mister Roberto Chiancone: "Voglio aprire un ciclo"

L’allenatore salernitano riparte dalla serie D e da una piazza dove ha giá lavorato 15 anni fa
11.12.2010 19:15 di Luca Esposito  articolo letto 2549 volte
Fonte: Marco Mattiello - la città
© foto di Tommaso Sabino/TuttoLegaPro.com
Battipagliese, mister Roberto Chiancone: "Voglio aprire un ciclo"

Vent’anni fa: chiamano Roberto Chiancone a guidare la Nocerina di Angelo Villani in D. Dopo qualche allenamento, sceglie di non restare: mancano i presupposti. Meglio continuare a giocare, chiudendo la carriera a Scafati. Vent’anni dopo, eccolo per la prima volta in serie D. Immeritatamente, nel senso che merita una categoria superiore.
Una lunga carriera tra C1 e C2. Perchè ora la D?
"Troppo tempo senza allenare, bisogna tornare in pista, anche se non mi sento affatto un allenatore di D. L’anno scorso sono stato fermo e nei due anni precedenti ho allenato per qualche mese. La gente si scorda di te. No, non è vero. La gente si ricorda di te appena trovi una squadra. Il telefonino ora squilla in continuazione, hanno tutti qualche fenomeno da proporti".
Chiancone passa per l’eterno litigioso?
"Falsa etichetta, non mi piacciono le persone che appena entrano nel calcio pensano di sapere giá tutto".
Però qualcosa c’è stato in passato?
"Ho sbagliato ad Acireale, avevo ragione però non dovevo mettermi contro Lo Monaco, era un bel treno quello. Ma se mi sento chiedere spiegazioni sul modo di allenare, scatto. A Marcianise, tornando a certe esperienze, c’era un presidente che voleva farlo lui l’allenatore: durò pochissimo il rapporto".
Ultime esperienze nostrane Nocera e Scafati, chiuse con due salvezze, malgrado i problemi.
"A Nocera avevo l’obbligo non scritto di far giocare i giovani, cosa che mi ricapiterá con la Battipagliese, stavolta con l’obbligo. Venivo sistematicamente insultato ma la squadra si salvò senza ricorrere ai playout, malgrado la gestione sciagurata dell’ultima partita con l’Igea da parte della societá e malgrado la confusione mentale di Di Martino, che da testimone di Geova non voleva indossare la maglietta per la donazione di organi. A Scafati avevo a che fare con gente che pensava solo ai soldi, però alla fine evitammo la retrocessione".
Battipagliese per Chiancone allenatore significa tantissimo. Quali sensazioni ?
"Tanti bei ricordi. Mi chiamarono con la squadra messa malissimo, il campionato lo concludemmo alla grande. L’anno dopo vincemmo in C2, successivamente ci salvammo in C1, un’altra vittoria di campionato. Vorrei riaprire un ciclo a 15 anni di distanza dalla prima volta. Non so se sará possibile, intanto penso a risollevare questa squadra ed a salvarla, poi si vedrá".
C’è il materiale giusto?
"Siamo in piena fase di mercato. Mi aspetto al massimo da chi c’è adesso ma dobbiamo arricchire l’organico, soprattutto in avanti. Magari il mio amico Angelo Belmonte a gennaio ci aiuterá con qualche giovane interessante dalla Serie A. E’ un passaggio che mi serve a ricordare che quella Battipagliese era frutto pure del suo grande lavoro, suo e di gente d’alto livello come Pastena e Cappelli. Aspettando gli arrivi, voglio il massimo dei ragazzi che scenderanno in campo".
Un tecnico espertissimo come Santosuosso non è riuscito a trovare la giusta quadratura. Perché dovrebbe adesso riuscirci Chiancone?
"Perché Chiancone ha tantissima fame di calcio, insaziabile nonostante l’etá che avanza. Scherzo, Santosuosso ha probabilmente pagato un allestimento non studiato alla perfezione. Prima si è confermato il gruppo dell’Eccellenza, poi ci sono stati troppi cambiamenti. Bisogna trovare stabilitá ed equilibrio".