Bellusci: "Non ho saputo garantirmi un futuro. Salerno? Per me quasi un padre"

Bellusci: "Non ho saputo garantirmi un futuro. Salerno? Per me quasi un padre"TMW/TuttoC.com
Giuseppe Bellusci
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
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di Redazione TC

Il mondo del calcio ha pianto in questi giorni la scomparsa di Nicola Salerno, storico direttore sportivo passato da Catania, Messina, Leeds, Palermo e Watford, spentosi dopo una lunga malattia.

Giuseppe Bellusci, ex difensore tra i suoi "figli calcistici", ricorda con affetto il rapporto speciale che li legava. «Con Nicola si era instaurato un rapporto molto importante sul piano umano. Se n'è andata una persona a me molto cara, da Catania mi ha portato anche al Leeds e al Palermo. C'era un rapporto quotidiano», ha dichiarato a TuttoMercatoWeb.com.

Tra i ricordi più cari, le abitudini semplici e genuine: «Le lunghe passeggiate, i caffè. A Leeds abitavamo vicino, ci svegliavamo la mattina e facevamo una passeggiata lunga in centro e poi bevevamo tantissimi caffè».

Bellusci descrive Salerno come un uomo d'altri tempi, calmo e umano: «Il rapporto umano era più vero, importante, di quello lavorativo. Per me era quasi un padre. È stato un grandissimo direttore sportivo, ma era un grandissimo uomo. Una persona calma, diplomatica, umile. Per me è stato molto importante».

Sul piano personale, l'ex calciatore – che oggi gioca in Promozione dopo una carriera in Serie A con oltre 100 presenze – ha parlato della sua vita attuale: «Sono tornato a casa, avevo la necessità di sentirmi avvolto nella città dove sono cresciuto e che mi mancava dopo aver girato tanto. Ho seguito il mio cuore, sto meglio. Gioco in promozione, mi diverto con i ragazzi. Ormai la mia carriera l'ho fatta, oggi cerco di trasferire qualche insegnamento che posso dare con la mia esperienza».

Riguardo alle difficoltà economiche emerse di recente, Bellusci è stato schietto e autocritico: «Sto vivendo un momento difficile a livello economico, ma non ho dato la colpa al sistema se vivo alla giornata. Il sistema mi ha permesso di fare bella vita per quasi vent'anni. Forse potevo fare qualcosa in più, per come sono fatto forse il sistema di cui parlavo mi ha un po' ridotto la carriera. Ma i problemi di oggi non sono certo colpa del sistema calcio. Anzi, mi assumo le responsabilità. E sto cercando di risalire da questa situazione».

Cosa si rimprovera di più? «Il non essere stato bravo e lungimirante a garantirmi un futuro tranquillo e roseo avendo avuto le possibilità economiche. Avrei potuto vivere una vita tranquilla e invece non sono stato bravo a garantirmi un futuro».

Guardando avanti, il suo obiettivo è chiaro: «Il mio sogno è quello di diventare allenatore. Ho bisogno del campo, che mi dà forza, luce, adrenalina. Mi auguro di riuscire ad intraprendere una nuova vita da allenatore».

Tornando a Salerno, Bellusci sottolinea quanto sia raro trovare figure simili: «A livello umano, empatico e di sensibilità credo che Nicola Salerno sia difficilmente replicabile. Ho avuto tanti generali: urla, punizioni, multe. Strumenti che Nicola non ha mai usato e la sua chiave mi piaceva di più. Puntava sull'uomo e si fidava dell'essere umano piuttosto che far prevalere il ruolo».