Brunetti: "Brescia, serve calma. Perugia, c'è tempo per crescere"

Luca Brunetti, ex difensore - tra le altre - di Perugia, Brescia e Taranto, e attualmente allenatore (l'ultima esperienza nelle giovanili del Livorno) è intervenuto come ospite della trasmissione 'A tutta C' in onda su TMW Radio e Il 61.
Parliamo del Brescia: la prima uscita non è andata bene, dopo un'estate complicata. Con il titolo della Feralpisalò, il club riparte con una società solida. Che stagione ti aspetti? Molti vedono il Brescia tra le favorite per la promozione.
"Il Brescia ha un grande blasone, ma dobbiamo ricordare che una settimana fa era ancora nei dilettanti e ora si trova in Lega Pro. È una società forte, con un nuovo presidente e una base solida, ma bisogna restare con i piedi per terra e procedere passo dopo passo. Il mercato delle ultime ore potrà darci indicazioni, ma serve calma per costruire qualcosa di importante".
Sembra che il Brescia abbia voluto mantenere dei punti fermi, come azionisti locali e la conferma di Aimo Diana in panchina, nonostante il passaggio dalla Feralpisalò. Anche lo staff, con figure come Filippini, è legato al territorio. Può essere un vantaggio?
"Sicuramente. Avere azionisti, dirigenti e tecnici come Filippini, che conoscono l’ambiente bresciano, è un ottimo punto di partenza. I tifosi apprezzano questo legame con il territorio. Però, come sempre, le partite si decidono sul campo. Si può preparare tutto al meglio, ma è il fischio iniziale a cambiare le carte in tavola. Per il Brescia, questa è una ripartenza: viviamo giorno per giorno".
Passiamo al Perugia. Ti aspettavi di più dal loro mercato? L’arrivo di Cancellotti dal Cesena è uno degli ultimi colpi. Che ne pensi?
"Ho avuto modo di conoscere il direttore sportivo e il presidente del Perugia durante i festeggiamenti per i 120 anni del club. Il presidente argentino mi ha fatto un’ottima impressione: ha grande motivazione e voglia di fare bene, un ottimo viatico. Il ds è esperto, e con un tecnico come Cangelosi c’è competenza. L’esordio contro il Guidonia non è stato perfetto, ma c’è tempo per crescere".
Il Perugia ha fatto il ritiro in Argentina, una scelta legata al presidente. Però, con il clima invernale e pochi test probanti, pensi che possa essere uno svantaggio?
"Le preparazioni oggi sono cambiate: non si va più solo in montagna, ma in luoghi come Stati Uniti o Emirati. Il Perugia è andato in Argentina, anche per una gratificazione del presidente. Forse un ritiro in un clima più simile al nostro poteva essere un vantaggio, ma una sconfitta iniziale ci può stare. Guardate il Milan, che ha perso in casa con la Cremonese. È normale, le squadre devono ancora conoscersi".
Il Perugia è nel Girone B, che molti considerano il più equilibrato. Non ci sono 2-3 squadre dominanti come nel Girone C. Che ne pensi?
"Il Girone B è molto omogeneo. Squadre come Arezzo e Torres sono attrezzate, ma non c’è una chiara favorita come nel Girone C, dove il Catania ha una piazza che “bolle”. Nel Girone B, diverse squadre possono dire la loro. Il Girone C, invece, è il più difficile, con piazze storiche e ambiziose, ma anche con handicap come il -3 del Foggia o il -7 del Trapani".
A proposito di neopromosse, Livorno e Sambenedettese sembrano tutt’altro che matricole per blasone. Anche Ravenna, Forlì e Guidonia hanno progetti ambiziosi. Possono essere protagoniste?
"Assolutamente. Livorno e Sambenedettese hanno storia e passione: piazze così non sono mai semplici comparse. Livorno, ad esempio, ha fame di calcio dopo anni difficili, e la vittoria iniziale in casa è un segnale. Anche Ravenna e Forlì hanno progetti solidi. Nel Girone B, queste squadre possono giocarsela, soprattutto perché non c’è un vuoto in vetta come l’anno scorso, quando Entella e Pescara hanno dominato".
Nel Girone C, chi vedi tra le favorite?
"Catania è una piazza affamata di risultati e ha una tifoseria incredibile. È presto per sbilanciarsi, ma ha il potenziale per fare bene. Il Trapani, nonostante il -7, ha mezzi economici importanti, ma partire con un handicap così è dura: servono vittorie immediate per risalire".
Una nota sul Taranto, che riparte dall’Eccellenza come Taranto Football Club 1927 dopo un anno complicato. Che impressione ti fa?
"Vederlo in Eccellenza dispiace. Taranto è una piazza storica, che ha vissuto a lungo in Serie B e ha tifosi straordinari, come quelli di Salerno. È triste che una città così non sia mai arrivata in Serie A. Però, dalle ceneri si riparte. Spero che la nuova società lavori bene: c’è fame e voglia di rinascere".
Testata giornalistica Aut.Trib. Arezzo n. 7/2017 del 29/11/2017
Partita IVA 01488100510 - Iscritto al Registro Operatori di Comunicazione al n. 18246
Direttore Responsabile: Ivan Cardia
© 2025 tuttoc.com - Tutti i diritti riservati
