Caglioni: "Il calcio mi fa schifo, a Salò ho capito che dovevo smettere"

Caglioni: "Il calcio mi fa schifo, a Salò ho capito che dovevo smettere"TMW/TuttoC.com
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di Matteo Ferri

Lunga intervista all'ex portiere Nicholas Caglioni, sulle colonne della Gazzetta dello Sport. Chiusa la parentesi con il calcio nel 2019, l'ex Crotone e Feralpisalò, tra le altre, ha cambiato completamente vita e non rimpiange la sua precedente carriera: "Oggi faccio il camionista, ho preso le patenti dopo il Covid e giro l'Italia e l'Europa. Il calcio mi fa schifo, ho chiuso e non guardo neanche più le partite. La vita da professionista mi aveva stufato, l'ho capito a Salò: eravamo in C e avevamo video analisi, dietologo, nutrizionista, psicologo. Sembrava di stare in una clinica, non in una squadra". 

Nel 2007 la squalifica per utilizzo di cocaina: "Forse davo fastidio a qualcuno, magari c'era qualcuno famoso da proteggere. Io non ne ho mai fatto uso, se avessi patteggiato avrei preso sei mesi e invece andai a processo perché ero innocente e mi squalificarono per un anno e mezzo. Da lì in avanti non sono più tornato in Serie A. Rientrai nel 2009 con la Pro Patria e la mia carriera si è svolta quasi tutta tra Serie C e B. Ricordo quando, a Salerno, perdemmo la finale per andare in B contro il Verona, con una squadra senza soldi, senza stipendi e in cui ci pagavamo i ritiri di tasca nostra. Da bergamasco, indossai una maglia con scritto "Odio Verona" e fui multato e squalificato, ma non me n'è mai importato niente".