Ginestra: "Per la B tifo Salernitana. Solo in Italia un 2004 è giovane"
Il tecnico Ciro Ginestraè intervenuto all'interno della trasmissione 'A Tutta C', su TMW Radio, per fare il punto della situazione sui playoff di Serie C e non solo.
Riavvolgiamo il nastro al gennaio 2025, quando approdò al Guidonia, è stato un anno e mezzo positivo?
"Sicuramente è stato un anno e mezzo esaltante. In questa stagione ci siamo salvati in anticipo e non è mai facile per una neopromossa, lo scorso anno abbiamo vinto un campionato difficilissimo, vista la posizione in cui ci trovavamo quando sono arrivato e perso la finale di Coppa Italia col Ravenna. Quest'anno, nel girone d'andata, abbiamo dimostrato di essere una squadra forte, nel girone di ritorno siamo calati e abbiamo avuto qualche problema ma nel complesso sono contento di quanto fatto. La società mi ha fatto lavorare in maniera serena, eravamo arrivati alla fine del percorso e, con il club, abbiamo ritenuto giusto di salutarci. Ne approfitto per ringraziare tutte le persone che ci hanno sostenuto e tutto il mio staff".
La salvezza è arrivata in un girone molto complicato come il B.
"Il girone B è molto livellato verso l'alto. Ci sono piazze calde ed importanti, dove è difficilissimo andare a giocare e squadre molto attrezzate. L'esclusione del Rimini ha spiazzato tutti, noi l'avevamo battuto sul campo. La salvezza poteva sembrare facile ma, per una neopromossa, è sempre un grande traguardo. Ovviamente se andiamo a vedere il girone d'andata, sembrava tutto più facile ma non era affatto scontato. Alla fine il calcio ti dà quello che meriti e la classifica è giusta così. L'Arezzo ha vinto meritatamente, l'Ascoli è la migliore squadra di tutti e tre i gironi per identità di gioco e penso che sia la più credibile candidata alla promozione in Serie B".
Ascoli e Salernitana sono quelle più in forma tra le quattro rimaste
"Con i numeri sì. Io a Salerno ho giocato e la piazza è caldissima. Sono rimaste quattro piazze che hanno storia, tifo e importanza, io faccio il tifo per la Salernitana perché sono stato lì quattro anni da calciatore e poi ho allenato le giovanili granata".
Che finale pronostica?
"Ascoli-Salernitana sarebbe la finale top, ma in questa fase è difficile trovare una favorita perché sono tutte squadre attrezzate. Il peso maggiore ce l'ha il Catania perché si porta dietro le aspettative di anni da parte della piazza. Fare dei pronostici è difficile, perché sono tutte squadre che meriterebbero di vincere".
Per il futuro, che progetto sta cercando per ripartire?
"Riparto dal percorso ottimo fatto a Guidonia e devo trovare una situazione che mi dia la possibilità di lavorare allo stesso modo. Purtroppo, in Italia, abbiamo la brutta idea di cambiare tutto dopo tre risultati negativi ma io voglio trovare un progetto che mi permetta di crescere perché alleno da tanti anni. Se arriveranno offerte adeguate le ascolterò, altrimenti resterò in attesa".
Sarebbe anche ora di dare l'opportunità a tecnici giovani
"Basta guardarsi in giro, noi siamo il paese in cui un 2004 è ancora giovane mentre altrove giocano in prima squadra da cinque-sei anni. Lo stesso vale per gli allenatori. Il Parma ha fatto una scelta controcorrente con Cuesta e il rischio ha pagato. In Italia abbiamo sempre la tendenza ad aspettare, prima o poi ci sveglieremo perché altrove le cose funzionano diversamente e noi continuiamo a finire fuori dai Mondiali e dalle finali delle competizioni europee. Gli addetti ai lavori devono capire che bisogna dare spazio alla meritocrazia, indipendentemente dall'età, però è anche giusto mettere le nuove leve in condizioni di lavorare con serenità. Prendo l'esempio di Aquilani a Catanzaro, che è giovane, ha potuto lavorare con il supporto della società e ora si vedono i frutti".
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